Villa Garibaldi a Piazza Armerina,
monumento allo scempio

PIAZZA ARMERINA. Panchine divelte, vasi pericolanti, capitelli danneggiati e a rischio furto, muretti spaccati tra le aiuole, cestini portarifiuti dissaldati e immondizia tra i viali. La Villa Garibaldi, il polmone verde della città dei mosaici, un tempo giardino monumentale, oggi si presenta come un monumento allo scempio. Il parchetto giochi per i bambini è ormai ridotto ad uno scheletro di legname senza funzioni: c'è la scaletta per salire sullo scivolo, soltanto che dello scivolo non c'è più traccia. La statua in marmo bianco dedicata a Garibaldi, un'opera di pregio del Giarrizzo, è ricoperta dalle scritte a pennarello, mentre alle sue spalle è depositata una grossa inferriata rotonda arrugginita. Alcuni giovani hanno deciso di dire basta, vogliono fare qualcosa per un cambio di rotta. Hanno iniziato fotografando in lungo e in largo tutta la grande area verde. Costituiscono un gravissimo potenziale pericolo per l'incolumità i vasi portafiori laterali alla scalinata d'ingresso, alcuni dei quali fortemente lesionati con diverse crepe e con parti mancanti e sbriciolate, con il rischio che qualche detrito cada sulla testa dei bambini. Stesso discorso per un paio di vasi che danno direttamente sulla via Generale Ciancio. Servirebbe un monitoraggio urgente dei vasi più a rischio ed un'eventuale rimozione a tutela dell'incolumità pubblica e privata. Il sistema interno di videosorveglianza è ormai inservibile, con le telecamere penzolanti a testa in giù. "Una situazione di abbandono e incuria, da una parte crediamo che l'amministrazione possa e debba fare di più, assicurando la custodia e vigilanza del sito, oltre che un'adeguata manutenzione, dall'altra denunciamo l'inciviltà ripetuta di quanti danneggiano continuamente tutto", spiega il giovane Alessio Messina, il quale con l'amico Emanuele La Porta ha preso la macchina fotografica e ha scattato oltre 100 foto per denunciare lo stato di abbandono della grande area verde. "Siamo pronti non soltanto a denunciare quello che non va, ma a fare qualcosa per questo meraviglioso giardino, in collaborazione con l'amministrazione comunale, mettendo a disposizione parte del nostro tempo, speriamo che altri giovani possano darci una mano, tutta questa inciviltà e incuria deve finire, noi crediamo in una Villa Garibaldi diversa, come quella dei nostri nonni, quella nella quale c'erano anche le scritte artistiche realizzate con le siepi", dice La Porta. Abbandonati a terra, dentro le aiuole, si trovano almeno tre capitelli di grande valore che andrebbero al più presto prelevati e assegnati ai depositi con materiale archeologico di Palazzo Trigona, previa relazione degli esperti, per evitare che prima poi possano essere trafugati o distrutti, come accaduto di recente ad uno dei tre pezzi, fatto rotolare da alcuni giovani dalla scalinata in pietra arenaria dell'ingresso, rimanendo danneggiato in più parti.  

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