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Enna, nella Torre di Federico bagni chiusi

A metà del percorso che conduce al monumento ottagonale si dovrebbe far marcia indietro e cercare una toilette di un bar o altro nelle vicinanze. Fino allo scorso anno inutilizzabili per la sporcizia, oggi ristrutturati e imbiancati: ma sempre off limits per i visitatori

ENNA. Alla villa Torre di Federico servizi pubblici off limits ai visitatori. Passeggiare tra i viali della villa comunale con i suoi alberi secolari, allontanarsi dal rumore della città e immergersi nella lettura di un buon libro nell'unico polmone verde della zona alta di Enna è un vero piacere. I nonni vi accompagnano i nipotini alcuni in passeggino altri già in bicicletta, i ragazzi ma anche i più anziani chiacchierano seduti sulle panchine alcune delle quali rinnovate di recente e i turisti con cartine alla mano si dirigono verso l'imponente Torre di Federico, la fortezza militare realizzata nel tredicesimo secolo per l'imperatore svevo. E se gli stessi prima di arrivare in vetta volessero usufruire dei servizi pubblici a metà del percorso che conduce alla torre ottagonale dovrebbero far marcia indietro e cercare un toilette di un bar o altro nelle vicinanze perché «i servizi ci sono ma chiamarli pubblici sarebbe un azzardo visto che le porte di entrambi sono serrate», come fa osservare Sebastiano Savoca.
Sembra quasi una beffa: fino allo scorso anno non si potevano utilizzare perché luridi e decadenti, con infissi divelti, vetri spaccati al buio e maleodoranti. Oggi, dopo lunghe denunce anche sul nostro giornale, la struttura è stata restaurata imbiancata e ripulita ma resta comunque off limits. L'ennese non è l'unico che denuncia il disservizio, qualche giorno fa Paolo e Anna Campisi il primo originario di Enna ma trapiantati nel capoluogo piemontese da più di quarant'anni ha constatato che i pochi ma prestigiosi monumenti ennesi sono sempre più trascurati: «Con mia moglie siamo stati prima alla Rocca di Cerere e poi qui alla Torre e trovo che le bellezze monumentali della mia città, dove torno sempre volentieri, non siano per nulla valorizzate dall'amministrazione e che i servizi turistici siano inesistenti - dice Paolo e aggiunge - non parliamo della sporcizia del Belvedere Marconi».
E i servizi igienici chiusi al pubblico mentre in una sala della Torre si tiene l'originale mostra intitolata: «Lawrence e Anna Halprin. lo spazio pubblico performativo», che propone tra fotografie, appunti e disegni l'originale riflessione sullo spazio pubblico realizzato dal paesaggista Lawrence Halprin e della danzatrice e coreografa Anna Schuman Halprin avvalora la tesi espressa dai visitatori. Parlare di «open space» riferendosi ai beni culturali per valorizzarli e presentarli al pubblico restano solo belle parole se poi i servizi elementari non vengono offerti come in questo caso, quando basterebbe affidare la gestione dei bagni a qualcuno (visto i precedenti atti vandalici) che non può essere il custode impegnato a vigilare l'intera villa e quindi difficilmente individuabile.

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