Commissariato nell’ex procura di Nicosia,
il Pd dice no

NICOSIA. Il Pd dice no alla concessione dei locali della ex Procura al Commissariato. Depositato ieri sera, in consiglio comunale, un documento contro lo «smantellamento dei locali del Palazzo di giustizia». Tre le proposte alternative maturate fra gli esponenti democratici.
Attraverso i suoi consiglieri, Mimmo Bonfiglio e Salvatore Vega, i circoli Pd di Nicosia e Villadoro chiedono l’annullamento della delibera di Giunta 178 dell’8 agosto scorso che concede in affitto al Commissariato i locali dove fino al 13 settembre dello scorso anno era collocata la Procura di Nicosia.
«La delibera – spiega il documento - è inopportuna e incurante degli interessi della città. In una fase in cui si è aperto uno spiraglio per una possibile riapertura del nostro tribunale a seguito anche del deliberato del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Caltanissetta del 17 luglio 2014, che chiede la creazione del cosiddetto Tribunale di Montagna con sede a Nicosia al servizio di oltre 100 mila abitanti appartenenti ad una vasto territorio comprendente, oltre i comuni dei circondari dei soppressi tribunali di Nicosia e Mistretta, anche alcuni comuni della ex provincia di Palermo con tribunale di competenza attualmente sito nella lontana città di Termini Imerese».
Una condizione, sottolineata dal Consiglio giudiziario nisseno, è la disponibilità dei locali dell’ex Palazzo di giustizia.
Il documento ricorda anche l’incontro a Catania dello scorso 11 luglio nel corso del quale il Guardasigilli Andrea Orlando affermò che sarebbe sua intenzione, forse attraverso una nuova legge delega sul riordino della geografia giudiziaria, rivedere i criteri del decreto legislativo n. 155/2012 che ha soppresso, tra gli altri, anche gli uffici giudiziari cittadini. Il Pd cittadino ritiene quindi che se il Comune «deve adoperarsi al massimo» affinché si mantenga il Commissariato di Polizia di Stato, dall’altra parte devono essere cercate altre soluzioni e avanza tre proposte. «Il Comune può contribuire al costo dell’affitto di locali privati, integrando la somma messa a disposizione dallo Stato e prelevando i fondi dalla decurtazione delle indennità di consiglieri comunali e assessori». Per il Pd si potrebbero anche concedere in affitto i locali comunali di via Di Falco dai quali gli uffici lì collocati potrebbero essere trasferiti in altri siti liberi e non utilizzati (via Fratelli Testa, Piazza Marconi) sia in locali reperibili con una razionalizzazione dell’uso di tutti i numerosi immobili disponibili. Terza ipotesi i locali di via Pozzetto, dove c’è la biblioteca comunale che potrebbe essere trasferita in via V. Emanuele.

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