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Cani avvelenati, due casi a Leonforte

LEONFORTE. Tentano di uccidere i cani con polpette avvelenate anche a Leonforte, dopo le analoghe uccisioni avvenute nei mesi scorsi a Enna.
Ma stavolta è andata male agli autori delle polpette, perché due cani, uno di razza "beagle" e un "jack russel", sono stati portati in tempo dal veterinario, il giovane professionista Alessio Scardillo, che li ha salvati. Poi i proprietari hanno sporto denuncia alla polizia, per avvelenamento di animali. Secondo quanto trapelato, adesso dal commissariato di Leonforte dovrebbe partire la segnalazione all'Azienda sanitaria provinciale. "Ho appurato che si è trattato di un caso di avvelenamento - spiega il dottore Scardillo -. Ho utilizzato l'antidoto e i due cani adesso stanno bene".
Ma i due cani hanno rischiato grosso: senza un intervento immediato con l'atropina, la soluzione fisiologica che si usa in questi casi, questo tipo di veleni, forse un diserbante che si usa nei pescheti, non avrebbe dato loro scampo. I due casi sono avvenuti all'altezza di piazza Europa, la zona est della città, mercoledì sera alle 22 e ieri mattina attorno alle 8,30. Fortunatamente per loro, si trattava di cani padronali, non randagi, e i proprietari hanno capito subito cosa era successo. Lo hanno compreso ai primi malori, soprattutto perché si erano accorti che i cani avevano mangiato qualcosa per strada, durante la passeggiata.
"E' importante che si sappia cosa è accaduto per lanciare un messaggio agli altri proprietari, affinché stiano attenti, ma anche ai vigliacchi che fanno queste cose - afferma un proprietario di cani di Leonforte, che ieri mattina ci ha contattati - perché sappiano che non rimarranno impuniti, ma c'è già una denuncia e rischiano di essere scoperti". Adesso i bocconi avvelenati sono stati prelevati e saranno trasferiti per le analisi di rito ai laboratori.
L'autore dell'avvelenamento rischia grosso, specie considerato che nell'ultimo tempo sono state inasprite le pene per il reato di maltrattamento di animali, con l'istituzione di un codice che punisce in maniera pesante chi si macchia di simili colpe. I precedenti analoghi, come detto, sono avvenuti a Enna, dove in alcuni casi, perché si è arrivati troppo tardi, non c'è stato più niente da fare.

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