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Unioni civili a Piazza Armerina, il registro
è realtà: sposati e conviventi alla "pari"

PIAZZA ARMERINA. Approvato all'unanimità dal consiglio comunale il registro delle Unioni Civili. Per le coppie di fatto arrivano gli stessi diritti previsti per le famiglie fondate sul matrimonio. Un voto bipartisan quello arrivato in aula con il quale è stato dato il via libera al riconoscimento delle coppie dello stesso sesso o di sesso diverso che convivono da almeno un anno, con l'attribuzione a livello amministrativo locale degli stessi diritti delle coppie sposate. Il testo approvato dalla giunta comunale, dopo aver incassato il parere favorevole in commissione, ha ricevuto il benestare anche dai consiglieri. Il Registro dovrebbe essere istituito nel settore Affari Generali dell'atrio Fundrò del palazzo comunale. Il testo ha voluto prendere atto della costante crescita negli ultimi decenni di forme di legame affettivo, stabili e durature, che affidano i propri progetti di vita alla scelta della convivenza e non solo alla famiglia fondata sul matrimonio. L'iscrizione potrà essere richiesta da due persone maggiorenni, di qualsiasi sesso e nazionalità, residenti nello stesso comune, ma non legati tra loro da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela. E non devono appartenere ad alcuna altra forma di unione civile, comunque riconosciuta. L'iter dovrebbe portare poi al rilascio da parte dell'anagrafe di un'attestazione di costituzione di famiglia anagrafica, basata su di un vincolo di natura affettiva. Una certificazione necessaria per poter rivendicare alla pubblica amministrazione gli stessi diritti delle coppie sposate. Gli atti dell'amministrazione, infatti, dovranno prevedere per le unioni civili riconosciute nel registro condizioni non discriminatorie di accesso agli interventi nei settori della famiglia, dei trasporti, della sanità e altri ambiti, evitando condizioni di svantaggio economico e sociale, nel quadro generale della particolare attenzione dovuta alle condizioni di disagio economico-sociale. La commissione Affari istituzionali aveva lavorato per mesi ad un testo da portare in consiglio comunale, con numerose riunioni che erano state convocate dallo scorso autunno. Poi il testo votato dalla giunta e ora approvato dal consiglio che istituisce in città un registro già presente in molti altri comuni italiani.  

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