Tasi, a Enna scoppia una grana al Comune

La mancata applicazione dell’aliquota al 2,5 per mille, come chiedeva l’amministrazione, rischia di paralizzare l’attività dell’ente che è a corto di soldi

ENNA. "Solo una proroga ci può salvare" afferma il sindaco Paolo Garofalo sabato mattina mentre beve un caffè in un bar del centro. Al suo fianco l'ingegnere capo del Comune Paolo Puleo.
Ma dall'espressione del primo cittadino è ben evidente che è più una speranza che una vera aspettativa. A Roma, nella sua missione di giovedì, ha verificato al ministero il tenore della norma che sembra essere rigida e non offre alcuno spazio per elasticità sperate. Ne ha anche parlato con i vertici dell'Anci, Fassino e Orlando. Ci sarebbe quindi questa ipotesi di proroga. Ma un Comune non si amministra con le speranze ma analizzando la realtà concreta di tutti i giorni e questa dice che la Tasi ad Enna deve essere calcolata all'uno per mille anziché al 2,5 per mille come chiedeva l'amministrazione. Essendo stata votata fuori tempo massimo, si è applicata la quota minima. In soldoni cosa vuol dire? Che la giunta intendeva coprire gran parte della spesa dei servizi non divisibili, esempio illuminazione pubblica, con il gettito di questa tassa. Adesso lo potrà fare in una percentuale bassissima.
L'assessore al Bilancio Vittorio Di Gangi stima che che su un costo di 3 milioni e 700 mila euro si ipotizzerebbe un buco stimabile intorno ai 2 milioni e 500 mila euro. Tutto dice dissesto. Questa parola però il sindaco Garofalo non la vuole sentire pronunciare e dice: "Sarebbe il disastro con tasse e tariffe al massimo per cinque anni. Purtroppo però non posso escluderlo. Adesso verificheremo se è possibile chiudere il bilancio di previsione. Solo dopo valuteremo. Di certo c'è solo una cosa il blocco totale della spesa".
Insomma dalla piccolissima manutenzione, buca nella strada, alla stabilizzazione dei precari tutto bloccato. Da qui al 30 settembre negli uffici della Ragioneria la temperatura sarà molto alta. Garofalo nella votazione di mercoledì sera continua a vederci tanto "sciacallaggio politico". "Mai l'opposizione in questo Comune per agguantare un risultato politico ha creato un danno tanto grande alla città".
Se oggi il Comune è in affanno con i conti non è solo colpa dell'opposizione ma soprattutto per le scosse telluriche interne alla maggioranza: "Non è vero. Il risultato noi lo abbiamo avuto. I nostri emendamenti sono stati tutti approvati gli altri tutti bocciati. La tassa al 2,5 per mille approvata. L'opposizione è riuscita a fare perdere tempo, questo si, causando un gravissimo danno alla comunità". Ma c'era un emendamento sottoscritto da quattro consiglieri del Pd? "Il segretario cittadino del partito ha convocato per i prossimi giorni un'assemblea cittadina. Il partito dovrà chiarire".
Garofalo conclude con una riflessione prettamente elettorale: "Nel voto di mercoledì sera c'è la stretegia di un'opposizione che annaspa e che registra, e non può che farlo, i risultati che questa amministrazione continua a conseguire. Dal consorzio dei liberi comuni, al progetto sulla rete ferroviaria, ai servizi offerti alla città, ai conti del bilancio che sono assolutamente corretti c'è poco da dire. Per ottenere un risultato politico hanno fatto un danno incredibile alla città".
Un'accusa che proprio Patto per Enna, il gruppo di opposizione più intransigente, non accetta. Il suo giudizio negativo sulla giunta Garofalo è stato più volte ribadito da Giovanni Contino: "Grande incapacità ad agire, cattiva programmazione e poi tanta arroganza". E riguardo i servizi che il Comune a detta del sindaco è impossibilitato ad erogare Contino si lascia andare su un suo cavallo di battaglia: "Se l'amministrazione, per esempio, non avesse voluto trasferire oltre 300 mila euro all'Ato rifiuti avrebbe potuto finanziare l'assistenza agli anziani. E sappiamo come i soldi all'Ato vengono utilizzati pagando stipendi altissimi e fornendo un servizio alla città fin troppo scadente".

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