TUTELA DEL TERRITORIO

Nasce l'Ecomuseo di Nicosia

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Costituito grazie alla legge regionale, il «Petra D’Asgotto» fa riferimento a quell’area che s’identifica col primo latifondo concesso in feudo da Federico II nel ’209

NICOSIA. L’Ecomuseo «Petra D’Asgotto», costituito venerdì con atto notarile, pronto a rilanciare il territorio nicosiano e le sue peculiarità storico – artistiche ed etnoantrologiche. L’ecomuseo è un territorio caratterizzato da ambienti di vita tradizionali, patrimonio naturalistico e storico-artistico particolarmente rilevanti e degni di tutela, restauro e valorizzazione. E diversamente da un museo, l’ecomuseo che non ha limiti, se non quelli territoriali, mira a far scoprire e promuovere una zona di particolare interesse attraverso percorsi predisposti, attività didattiche e di ricerca che si avvalgono del coinvolgimento in prima persona della popolazione, di associazioni e di istituzioni culturali.

Il primo comitato esecutivo dell’ecomuseo nicosiano è presieduto dall’imprenditrice Pina La Giusa, vice presidente è Patrizia Castrogiovanni, segretaria Maria Anna Accardi, tesoriere Salvatore Burrafato. Consiglieri sono Adriana Livoi Silvio, Maria La Giusa, Santa Scardino, Annalisa Bonomo, Mario Valguarnera, Fernando D’Amico e Rosaria Raimondi.C’è già anche un comitato scientifico di cui fanno parte Giovanni D’Urso, Calogero Lociuro, Nino Arrigo, Giuseppe Salomone, Antonino Campione e il coordinatore Maurizio Campo.

«L’idea di un ecomuseo, in un territorio incastonato tra la natura rigogliosa, intrisa di mito e di storia, di due Riserve naturali orientate, a pochi chilometri dalla Dea di Morgantina e dalla Villa Romana del Casale, ma con un suo rilevante patrimonio storico-artistico e culturale – spiegano i soci fondatori - ha come fine principale quello di contribuire allo sviluppo di un territorio ricchissimo di un patrimonio etno - antropologico e linguistico millenario che si fonda su una secolare attività agricola e di allevamento, sulla lavorazione dei prodotti da esso derivati e su un importante artigianato. Quello, ancora, di recuperare il passato, valorizzare il presente e guardare al futuro».

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