PIAZZA ARMERINA

Non era indigestione ma principio d'infarto: 30mila euro di risarcimento

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PIAZZA ARMERINA. Un medico del Chiello avrebbe scambiato un principio di infarto per un bruciore dovuto a cattiva digestione, rimandando a casa il paziente. Il malato, però, il giorno dopo verrà colpito da infarto al miocardio e sottoposto a intervento chirurgico, con una degenza di circa sessanta giorni, ma riuscendo a cavarsela. Per quella vicenda, finita davanti alla Procura di Enna, il camice bianco è stato assolto. Ma adesso l'Asp di Enna dovrà rimborsare al paziente colpito da infarto 30 mila euro a titolo di risarcimento.

Il sistema sanitario ha dovuto mettere mano al portafogli e rifondere un utente dei problemi subiti. «Mi ritengo assolutamente soddisfatto del risultato raggiunto che seppur in sede penale ha assolto l'imputato, ciò ha permesso ugualmente di ottenere la somma di circa 30 mila euro per una non corretta diagnosi nei confronti del mio assistito che ha subito gravi conseguenze dall'errata diagnosi», spiega l'avvocato Francesco Alberghina. Un uomo si era presentato al presidio sanitario Chiello, lamentando dei dolori al petto.  Sottoposto a visita medica un camice bianco gli aveva diagnosticato quella che in gergo medico si chiama «pirosi retrosternale», in pratica un bruciore dietro lo sterno solitamente dovuto a problemi digestivi. Il paziente sarebbe stato rimandato a casa. Ma a quanto pare la diagnosi non sarebbe stata quella corretta. L'uomo, infatti, pare fosse stato colpito in realtà da un episodio acuto di «angina instabile» e per questo avrebbe dovuto essere sottoposto a più approfonditi esami diagnostici e strumentali, con i primi conseguenti interventi terapeutici che, forse, avrebbero potuto scongiurare le conseguenze del giorno successivo. Tornato a casa, infatti, il giorno successivo il paziente sarebbe stato colpito da un infarto del miocardio e trasferito d'urgenza presso un'altra struttura sanitaria per essere sottoposto a trattamento chirurgico. Per fortuna l'uomo riesce a cavarsela, ma a quel punto scattano le indagini cui segue l'assoluzione del medico nel procedimento penale.

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