EPIDEMIA

Ovini, è finito anche l’incubo brucellosi a Enna

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Il nuovo anno è iniziato sotto una buona stella per la zootecnia: tolti i sigilli ai due allevamenti che hanno sede entrambi in contrada Ciaramito

ENNA. Il nuovo anno è iniziato sotto una buona stella per gli allevamenti della città di Enna. Dopo il dissequestro di due mandrie di buoi, ordinato dal Comune perché è rientrato ogni allarme di tubercolosi bovina, adesso cadono pure i rischi di diffusione della brucellosi ovina. Ed è stato revocato il sequestro di due allevamenti, che hanno sede entrambi in contrada Ciaramito. Con il provvedimento di revoca delle restrizioni, i proprietari possono riprendere a fare transumanza e cade ogni prescrizione di altro genere, legata prevalentemente alla riproduzione degli animali e alla tenuta dell'allevamento. I timori per la brucellosi, va ricordato, riguardano prevalentemente i capi di bestiame, perché difficilmente questa malattia può essere contagiata all'uomo; e quella ovina, in particolare, non ha conseguenze letali per gli esseri umani.

A ogni modo è stato necessario, mesi fa, ordinare la disinfezione dei locali, delle attrezzature, dei mezzi di trasporto e dei contenitori. All'epoca il Comune aveva anche disposto altre restrizioni, come il divieto di monta e di transumanza, salvo l'avvio alla macellazione, possibile esclusivamente con la dicitura "Animale proveniente da allevamento infetto di Brucellosi". Ma adesso, come detto, è rientrato tutto. Sono revocate tutte le restrizioni, salvo che riguardo al "libero utilizzo del latte per il consumo umano, che dovrà essere raccolto in contenitori identificati con appositi contrassegni e destinato a caseifici dotati di idonee attrezzature per essere risanato prima della lavorazione mediante trattamento di pastorizzazione o qualsiasi altro trattamento termico equivalente", fin quando l'allevamento non riacquisirà la qualifica di "ufficialmente indenne".

 

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