L'OMICIDIO

Un rebus il delitto del pastore ucciso come un boss a Barrafranca

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La vittima è Giuseppe Zagarella, 68 anni, dalla fedina immacolata. Il sicario gli ha sparato un colpo alla nuca mentre stava pascolando il gregge

BARRAFRANCA. Stava riportando le pecore in paese dal pascolo quando qualcuno si è avvicinato e gli ha sparato. Un solo colpo alla nuca da media distanza, forse alle spalle con un fucile a pallettoni. La vittima è Giuseppe Zagarella, 68 anni, operatore ecologico in pensione, che nell'ultimo periodo si dedicava alla pastorizia, barrese sposato e padre di tre figli, incensurato. È proprio il temperamento mite e l'assenza di macchie nel passato della vittima a rendere ancora più intricato il giallo, su cui lavorano i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Enna, agli ordini del capitano Michele Cannizzaro, e della compagnia piazzese. L'inchiesta è coordinata dal Pm Fabio Scavone della Procura di Enna, che ha immediatamente disposto l'autopsia, designando per l'incarico il medico legale Ferdinando Priolo. L'esame si svolgerà oggi alle 15 all'obitorio di Barrafranca.

A rinvenire il cadavere sotto la pioggia sono stati i figli dell'anziano, che hanno subito avvertito i carabinieri. Non erano ancora le sei del pomeriggio quando i militari sono giunti sulla scena del delitto assieme a un medico di guardia. Ma era impossibile svolgere in loco l'esame esterno. E il corpo andava spostato subito, perché la pioggia torrenziale rischiava di compromettere le indagini. Per questo, su decisione del magistrato, è stato portato in obitorio e una volta qui, il medico legale Priolo, ha svolto l'esame esterno, stabilendo che si è trattato di un delitto. Sul posto i militari della stazione di Barrafranca, diretti dal capitano Rosario Scotto di Carlo della compagnia di Piazza Armerina e il nucleo investigativo. Impossibile ricavare nulla di particolare dalla scena del delitto, proprio per la pioggia, ma sin da subito i militari hanno avviato le indagini. E per tutta la notte si sono susseguiti in caserma gli interrogatori di persone informate sui fatti. Ora c'è attesa per l'autopsia, i cui primi riscontri potrebbero trapelare già oggi stesso, anche se poi, in questi casi, per la relazione ci vorranno da tre a sei mesi. Ciò che è fondamentale, in questo momento, è comprendere che arma abbia sparato; anche se quasi certamente si tratta di un fucile, circostanza che renderebbe ancor più difficile giungere a una soluzione del caso.

 

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