IL CASO

Furto di orologi alla "Lupin" ad Enna, rinviata a giudizio la domestica

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Per il colpo a casa di un commerciante, dove i ladri sono andati a bersaglio con precisione chirurgica

ENNA. Secondo gli investigatori, il colpevole sarebbe il «maggiordomo»; o meglio, in questo caso, la domestica. È stata rinviata a giudizio la donna delle pulizie per il colpo gobbo a casa di un grosso commerciante ennese, dove i ladri sono andati a bersaglio con precisione chirurgica, il 22 gennaio 2011, portandosi via una collezione di rarissimi orologi da polso, tra cui anche un Rolex, dal valore complessivo di 50 mila euro. Il proprietario, in quei giorni, si trovava fuori dall'Italia. I ladri non hanno toccato altro. E così ieri, al processo a carico della donna, che difesa dall'avvocato Gianpiero Cortese, hanno deposto quattro testimoni dell'accusa, interrogati dal Pm Maria Gabriella Caruso. Il dibattimento si celebra dinanzi al giudice Vittorio La Placa. I testi hanno ricostruito il contesto e l'atmosfera di quella fredda mattinata. La donna delle pulizie come sempre si fece dare le chiavi e salì nell'appartamento, nel cuore del centro storico di Enna.  Dentro però sarebbe rimasta solo il tempo di accorgersi del furto e avvertire la proprietaria, che poi è salita con lei e ha chiamato i carabinieri. Nonostante questo, però, finì per essere l'unica indagata. La domestica è una donna incensurata e dal passato al di sopra di ogni sospetto.

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