PARLA IL FIGLIO

Enna, morta dopo un prelievo di midollo: "Doveva essere routine"

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ENNA. «Doveva essere un intervento di routine, ma mia madre è morta. Quando ce l'hanno detto, abbiamo chiesto invano delle spiegazioni. Così abbiamo sporto denuncia». Lo ha detto il figlio della signora Angela Di Paola, 75 anni, morta il 9 dicembre 2011 all'ospedale Umberto I, nel giorno in cui doveva sottoporsi a un prelievo di midollo. Con questa testimonianza è entrato nel vivo il processo per omicidio colposo a carico di un medico dell'Umberto I, R.B., difeso dall'avvocato Gabriele Cantaro.

La famiglia dell'anziana al processo si è costituita parte civile, assistita dall'avvocato Sinuhe Curcuraci. Il medico è accusato di omicidio colposo, perché secondo l'accusa avrebbe forato involontariamente lo sterno all'anziana. E questo, stando all'ipotesi accusatoria contenuta nel capo d'imputazione, avrebbe provocato il decesso. In aula, dopo l'interrogatorio del figlio della vittima, sono stati interrogati altri due testimoni. Il processo si celebra di fronte al giudice monocratico Giuseppe Tigano. Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, quel giorno la signora doveva sottoporsi a un prelievo di midollo.

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