INCHIESTA NICKNAME

"Droga tra Agira e Assoro", otto nuovi indagati

AGIRA. Viene fuori un nuovo filone, con otto nuovi indagati, dopo le 27 condanne e i vari patteggiamenti arrivati nell’ambito dell’inchiesta antidroga Nickname. Tra di essi figura anche la moglie di “zio Giulio”, al secolo Pietro Cuccia, presunto capo di uno dei due gruppi di trafficanti che vendevano marijuana e cocaina nel circondario. La Dda di Caltanissetta ha notificato a otto persone il suo avviso di conclusione delle indagini preliminari e viene fuori un’inchiesta “Nickname bis”, tecnicamente il seguito dell’operazione con cui i poliziotti del commissariato di Leonforte, diretti dai sostituti procuratori Roberto Condorelli e Giovanni Di Leo, hanno sgominato due organizzazioni che smerciavano erba e cocaina, facendo base ad Agira, pure a Leonforte, Assoro, Nissoria e altri paesi del circondario.

Gli indagati sono la signora Franca Amoruso, 35 anni, moglie di “zio Giulio”, difesa dall’avvocato Orazio Spalletta, accusata di associazione finalizzata al traffico di marijuana assieme al marito. La posizione dell’uomo, però, è già stata al centro del filone principale. Condannato a 13 anni in primo grado, la pena gli è stata ridotta a 9 anni e 4 mesi in appello, ma la sentenza deve ancora approdare in Cassazione.

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