IL CASO

Autodromo di Pergusa a rischio: «Serve una strategia»

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Mancano i fondi necessari per rilanciare il circuito. Il vicepresidente del Cda del consorzio: «Non esiste un privato interessato ad investire capitali per 6 mesi»

PERGUSA. «Tocca al Comune, quale proprietario dell’autodromo, indicare la strada maestra che il circuito deve intraprendere». Con queste parole inizia lo sfogo del vicepresidente del cda del consorzio ente autodromo di Pergusa Salvatore Sanfilippo che rappresenta il Comune.

«Ad Enna criticare il consiglio di amministrazione è diventato il passatempo preferito. Ma vorrei chiarire che è sbagliato l’obiettivo. I soci dettano la strategia, il cda lavora con quel che ha». I soci in atto sono tre: Comune, Provincia ed Aci. Con i primi due che versano una quota annuale di circa 100 mila euro ciascuno e con l’Aci che ne versa 25 mila. La Camera di commercio è da tempo uscita. «L’Aci oltre alla quota apporta altro sotto il piano logistico e organizzativo. In questo momento sta versando anche gli arretrati». Sanfilippo sostiene in buona sostanza che il cda «lavora con quel che ha. Siamo capaci a programmare stagioni motoristiche, di spettacolo e culturali di prim’ordine ma se l’ente non è supportato da un bilancio non può fare nulla. Ogni gara costa almeno 150 mila euro».

 

 

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