LA STORIA

L'ennese Lanzino torna in scena e chiede al "sosia" Bono una firma contro l'Eternit

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Il pietrino, che ha una straordinaria somiglianza con il leader degli U2, era in prima fila a Torino

ENNA.  Ha assistito al concerto in prima fila, non senza aver prima fatto firmare al suo "sosia" più famoso un messaggio politico, per far concentrare l'attenzione dell'opinione pubblica sulle morti di cancro di Casale Monferrato, in Piemonte, ovvero una bandiera tricolore con su scritto "Eternit Giustizia".

Il pietrino Angelino Lanzino, trapiantato a Casale, ha partecipato così alla tappa torinese del tour degli U2, lui che della sua incredibile somiglianza a Bono Vox ha fatto quasi un mestiere, facendosi crescere il pizzo e mantenendo lo stesso taglio di capelli, usando occhiali da sole come i suoi e cantando le sue cover. Ed è stata una doppia soddisfazione: oltre a firmare la bandiera, Bono gli ha anche lasciato un autografo nel braccio.
"Gli avevo già raccontato che cos'è il mesotelioma, delle persone che muoiono ogni giorno per questo e la bandiera con scritto "Eternit Giustizia" è stata l'unica che ha lasciato a bordo del palco durante il concerto - racconta Angelino, che conosce da tempo il cantante degli U2, con cui spesso si è anche fatto fotografare - poi non ha autorizzato nient'altro, nessuna bandiera, nessun altro stemma". Appena il concerto è iniziato, così, Angelino si è trasformato in un fan, proprio come tutti gli altri.

"Iris mi ha fatto piangere", racconta, ancora, in una breve conversazione telefonica, ieri mattina, dopo un primo approccio su Facebook. "Assistere a un concerto della leggendaria band di Dublino è ancora oggi una straordinaria esperienza multisensoriale - ha poi aggiunto, in un lungo commento postato sul suo profilo del social network - che fa vibrare le corde dell'anima, appaga le orecchie e strabilia gli occhi. E così è stato nella prima, attesissima data torinese in programma per l'Innocence+Experience tour 2015, che proprio nel capoluogo piemontese ha inaugurato la leg europea dopo i fasti americani, con otto date sold out al Madison Square Garden di New York, prima di sbarcare nel vecchio continente".

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