QUESTURA

Enna, non si fanno identificare: denunciati 50 clandestini

ENNA. Si sono rifiutati di farsi prendere le impronte digitali o sottoporre al foto-segnalamento. Per questo nel 2015 l’Ufficio immigrazione della Questura ha denunciato a piede libero ben cinquanta immigrati in attesa del permesso di soggiorno. La notizia, sin qui inedita, è trapelata dal consuntivo della polizia ennese.

Nell’ultimo anno sono stati rilasciati centinaia di permessi di soggiorno, ma gli inquirenti hanno dovuto anche eseguire provvedimenti di espulsione o allontanamento dal territorio nazionale. I migranti sono stati denunciati alla Procura per “rifiuto d’indicazioni sulla propria identità”, un reato “contravvenzionale”, dunque non particolarmente grave, che però assume connotati preoccupanti, sotto un profilo dell’ordine pubblico, in anni di lotta al terrorismo internazionale.

Sta di fatto che il codice penale lo punisce “con l'arresto fino a un mese o con l'ammenda fino a duecentosei euro”. I cinquanta, secondo la polizia, si sono rifiutati di sottoporsi ai cosiddetti “rilievi foto-dattiloscopici”, che si erano resi necessari perché “sussistevano fondati indizi – spiegano gli investigatori – per ritenere non veritiere le dichiarazioni” sulla propria identità.

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