IL CASO

"Niente assistenza ai bimbi non udenti", la procura di Enna indaga

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ENNA. La Procura di Enna ha aperto un’indagine a carico di ignoti per interruzione di pubblico servizio, a seguito dei ritardi per l’attivazione del servizio di assistenza alla comunicazione in classe per bambini e ragazzi non udenti, diciotto nelle scuole della provincia di Enna. La notizia trapela dal secondo piano del Palazzo di Giustizia, dove pende un fascicolo, di cui è titolare il sostituto procuratore Giovanni Romano.

L’inchiesta riguarda il servizio di assistenza alla comunicazione, affidata a professioniste che supportano in classe i ragazzini audiolesi, personale qualificato che conosce la lingua dei segni e che consente così ai piccoli di apprendere regolarmente il contenuto delle lezioni. Ma da fine gennaio il servizio, che era anche partito in ritardo rispetto all’inizio della scuola a settembre, è fermo. Secondo l’ex Provincia, da tempo sono state stanziate le somme ma dipende tutto da un istituto esterno, che ha una convenzione con l’ente e che sarebbe la causa dei ritardi. La settimana scorsa era trapelato che il servizio sarebbe dovuto ripartire lunedì, ma non è avvenuto. Alcuni assistenti, anzi, lunedì mattina hanno parlato con la stampa, per ribadire di non aver avuto alcuna notizia a riguardo. «Abbiamo appreso dal Giornale di Sicilia che dalla Provincia hanno annunciato la ripartenza del servizio, ma non ci risulta affatto», hanno riferito. Dunque nulla di fatto e i ragazzini, ancora oggi senza assistente, sono ancora costretti a seguire tra mille difficoltà le lezioni.

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