IL CASO

Tentato omicidio a Villarosa, confessano in due

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VILLAROSA. «Sono stato io, ma volevamo solo dargli una lezione. E con me c’erano altre due persone: mio fratello e mio zio sono innocenti». Colpo di scena nell’inchiesta sulla brutale aggressione a coltellate in casa di un piccolo pregiudicato ennese, M.C., a Villarosa, la sera del 2 dicembre scorso, davanti agli occhi attoniti dei due figli adolescenti; che riuscì a salvarsi perché subito portato al pronto soccorso di Enna e perché miracolosamente le pugnalate non colpirono organi vitali. Per tentato omicidio sono in carcere Alberto Paternò e i suoi due nipoti, Calogero e Angelo.

A confessare è Calogero Paternò, che ha parlato di contrasti di natura personale, anche se il movente non è ancora noto, e ha fatto i nomi dei presunti complici. Nel frattempo, inoltre, a sorpresa si è fatto avanti per confessare pure un altro villarosano, difeso dall’avvocato Patrizia Di Mattia, indagato a piede libero. Non si è invece ancora presentato alle autorità il terzo presunto complice dell’aggressione, che pure è stato indicato come partecipante all’accoltellamento.

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