Rientra l’allarme tubercolosi bovina, dissequestrati due allevamenti a Enna

Il sindaco ha revocato le restrizioni sanitarie. Nuovi sequestri riguardano due greggi di pecore per brucellosi

ENNA. Rientra l'allarme per la tubercolosi bovina in due allevamenti delle contrade ennesi di Corefidato e S. Pritz, dove gli animali erano stati posti sotto sequestro quasi dieci mesi orsono.
Per le due mandrie è arrivata l'ora del dissequestro, deciso dal sindaco Paolo Garofalo a seguito dei controlli veterinari. Ma nel frattempo arrivano altri tre sequestri fiduciari: uno riguarda un allevamento bovino di contrada Mandrascate, sequestrato per tubercolosi bovina; e altri due sono greggi di pecore, delle contrade Bubudello Castellaccio e Trabonella Castellaccio, sottoposti a restrizioni perché sono stati isolati al loro interno dei focolai di brucellosi ovina. Stop a tutte le restrizioni sanitarie, dunque, per i due casi di tubercolosi bovina che avevano portato a sequestri lo scorso 21 novembre. Adesso sono stati revocati tutti i vincoli che erano stati imposti. Tutto torna alla normalità, eccetto che per l'utilizzo del latte finalizzato al consumo umano. Il latte dovrà essere raccolto in appositi contenitori, identificati con contrassegni, e destinato a caseifici dotati di attrezzature idonee. Inoltre dovrà essere risanato, prima della lavorazione, attraverso un trattamento di pastorizzazione o un altro processo termico equivalente, fino a quando l'allevamento non otterrà nuovamente la qualifica di "ufficialmente indenne da tubercolosi bovina".
Sequestrate per brucellosi, si diceva, due greggi di pecore di Castellaccio. In questi casi il Comune ha ordinato il sequestro di tutte le specie sensibili presenti in azienda, la distruzione dei feti e degli invogli fetali, oltre che degli agnelli nati morti o morti subito dopo la nascita. I locali, le attrezzature, i mezzi di trasporto e i contenitori dovranno essere disinfestati, sotto un controllo ufficiale, entro sette giorni dall'eliminazione dei capi infetti, comunque prima di ricostituire l'allevamento. Inoltre gli animali sani dovranno essere munti prima di quelli infetti o sospetti e c'è il divieto di monta e di transumanza, a meno che no ci sia un'autorizzazione speciale per l'avvio alla macellazione, che può provenire solo dal Servizio di Sanità Animale dell'Asp di Enna. Gli agnelli nati da madri infette dovranno essere identificati e allevati in condizioni d'isolamento. Ci sono poi infine una serie di prescrizioni per l'utilizzo del latte, che, se prodotto dai capi infetti, deve essere isolato da quello degli altri e usato solo per l'alimentazione animale all'interno dello stesso allevamento, previo trattamento termico adeguato. Infine dovranno essere immediatamente distrutti, tramite il fuoco o l'interramento, fieno, paglia, strame e qualsiasi materiale sia venuto a contatto con gli animali infetti o con le placente. Il ripopolamento potrà avvenire solo dopo che i soggetti di almeno un anno abbiano dato esito negativo a due o più prove diagnostiche ufficiali, effettuate a distanza di almeno 21 giorni l'una dall'altra.

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