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Camera di commercio di Enna, il sindaco accusa: vogliono chiuderla

Enna, Archivio

ENNA. «Vogliono far fallire la Camera di commercio per chiuderla definitivamente ed accorparla con quella di Caltanissetta». È questo l'allarme choc che ha lanciato ieri mattina il sindaco Paolo Garofalo. Secondo il primo cittadino ci sarebbe dietro una manovra regionale che parte da Palermo per penalizzare ulteriormente il territorio ennese. Delle difficoltà economiche della Camera tutti sanno, ma cosa sarebbe successo per provocarne addirittura il default? «Il Consorzio univeristario ennese guidato da un commissario liquidatore ha attivato una procedura esecutiva nei confronti della Camera per 600 mila euro». Una grossa somma per le deleritte casse dell'ente camerale. Ma perchè il sindaco Garofalo parla di disegno per azzoppare il territorio? «La cosa strana sta nel fatto che Ceu e Camera di commercio si erano già accordate con una transazione sul debito.
L'ente camerale avrebbe dovuto trasferire 50 mila euro l'anno al consorzio in liquidazione. E invece di punto in bianco si mette la Camera alle strette per farla arrivare al fallimento. Questo non va bene ed io lo denuncio». Ma Garofalo non si è fermato qui e ieri mattina ha prima incontrato i rappresentanti di categoria e poi si è recato dal prefetto Clara Minerva per riferire le proprie preoccupazioni. «Il prefetto - continua il primo cittadino - si è dimostrato di una sensibilità enorme. Mi ha assicurato che in queste ore avrebbe contattato il commissario del Ceu per tentare di risolvere la questione. Io confido in questo autorevole intervento».
Il Ceu, consorzio universitario ennese, è oggi guidato da un commissario liquidatore l'avvocato Antonino Lo Bianco che è stato pure l'ultimo presidente del consorzio. Tale ente era d'importanza fondamentale fino a quando non esisteva l'università Kore poi ha perso via via la sua valenza per arrivare fino alla liquidazione.
Certo è strano che in un colpo solo, almeno come afferma il primo cittadino, venga richiesto di onorare l'intero debito dopo che era già stata concordata una transazione. «La Camera di commercio - continua Garofalo - è la casa degli imprenditori e da loro deve essere gestita non già da commissari della Regione». Quindi non c'è più nulla da fare? «Stiamo giocando solo il primo tempo della partita. Questo territorio non permetterà a nessuno una nuova penalizzazione. Sono fiducioso per l'intervento del prefetto Minerva ma adesso chiedo alla politica tutta un colpo di reni. Insieme dobbiamo evitare -conclude Paolo Garofalo - la chiusura della Camera di commercio ma dobbiamo fare ancora di più. C'è il tentativo di spogliare il territorio ennese da tutti gli enti. Questo non lo dobbiamo permettere».  

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