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TRIBUNALE

Falsifica il testamento di un defunto, i familiari si oppongono al giudizio ad Enna

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ENNA. Con un testamento, un suo concittadino lo avrebbe nominato erede universale di una fortuna di oltre 300 mila euro. Una "stranezza", per gli unici familiari del "de cuius", che hanno deciso di vederci chiaro rivolgendosi a un avvocato, il penalista Antonio Impellizzeri. E secondo la Procura di Catania facevano bene a nutrire dei dubbi, perché quel testamento sarebbe un falso, che lui avrebbe creato con l'aiuto di un contraffattore mai scoperto. Per questa ragione adesso un uomo di 45 anni, F.C., è stato rinviato a giudizio. Il processo si celebrerà dinanzi al Tribunale di Catania perché il testamento, benché riguardi beni e conti che si trovano in provincia di Enna, è stato registrato in uno studio notarile del Catanese. L'imputato dunque dovrà comparire il 28 settembre del prossimo anno dinanzi a un giudice della prima sezione penale del Tribunale etneo.

La denuncia è stata presentata da un familiare, assistito dall'avvocato Impellizzeri. Secondo la famiglia, in realtà, l'erede universale avrebbe semplicemente partecipato al servizio funebre del loro parente; e avrebbe cercato di fare il "colpaccio". Opposto, evidentemente, sarà il punto di vista del "nominato", ma per conoscere la sua versione dei fatti bisognerà attendere l'apertura del dibattimento. Secondo quanto spiegano fonti vicine alla famiglia, quell'uomo sarebbe andato in banca a rivendicare, testamento alla mano, il denaro. I familiari lo seppero accidentalmente e si rivolsero al loro legale.

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