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Musumeci ad Agira, ex zona rossa: "Pronti per un'eventuale seconda ondata di coronavirus"

Il presidente della Regione Nello Musumeci, insieme all'assessore alla Salute, Ruggero Razza, si trova in visita ad Agira, Comune ex zona rossa durante l'emergenza coronavirus, e all'ospedale Leonforte. Nel corso dell'incontro hanno ribadito gli obiettivi regionali affinché la Sicilia possa risollevarsi dopo il duro periodo del lockdown.

"Questa terra non può continuare ad essere rassegnata - ha detto il governatore -. La Sicilia ha bisogno di realizzarsi, ha bisogno di capire che nessuno verrà ad aiutarci da fuori e che deve contare sulle proprie forze. E' per questo che io continuo a lanciare appelli ai parlamentari regionali. Questa è una provincia che per una legge infame ha ridotto a due i rappresentanti regionali".

"Venendo ad Agira ho visto quanto difficile sia la mobilità sulle strade provinciali - ha proseguito -. In Sicilia sono in una condizione di vergognoso abbandono. Appartengono alle Province che hanno il compito di curarne la manutenzione, ma le Province sono state decapitate. Quindi chiediamo a Roma di nominare un commissario, con i poteri speciali come quelli che ha anche il sindaco di Genova, che possa, in 4-5 anni, rimettere in sesto 15 mila chilometri di strade provinciali. Ci vuole un miliardo di euro. Non è possibile che la Sicilia abbia una viabilità provinciale da Terzo mondo".

"Non è tempo di passerelle ed immagine, è tempo di sostanza e la Regione ha il dovere di stare vicino ai sindaci - ha avvertito Musumeci -. Dobbiamo guardare con particolare attenzione a quelle realtà colpite che hanno determinato condizioni di seria preoccupazione, perdite di vite umane, tensione sociali, cadute economiche".

"Dobbiamo ripartire - ha aggiunto il governatore - non perché tutto sia passato, anzi gli scienziati ritengono che dobbiamo aspettarci un ritorno del virus con l'arrivo della stagione autunnale. Siamo pronti, anche a questa seconda stagione epidemica. L'assessore Razza ha predisposto il necessario e il nostro sistema sanitario ha tenuto, la comunità siciliana è stata brava e bravi ed essenziali sono stati gli operatori sanitari le forze dell'ordine, i volontari. Agira è città importante. Ecco perché - ha detto Musumeci - ho apprezzato l'dea di una scuola media anti-Covid ad Agira sulla quale non facciamo promesse. Quando saremo nelle condizioni di dare una risposta, la daremo. Bisogna prima verificare fattibilità di un'opera".

Il governatore Musumeci e l'assessore Razza si sono poi diretti all'ospedale di Leonforte che, ha sottolineato Musumeci, ha avuto "un ruolo importante nell'emergenza". "Non è previsto che in tutta la provincia di Enna ci siano centri Covid perché, anche alla luce dei dati epidemiologici - ha detto l'assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza -, abbiamo ritenuto di ridurre al minimo l'impatto sulle strutture ospedaliere di posti letto. In questo momento in tutta la Sicilia ci sono meno di 70 ricoverati. Immaginare di immobilizzare strutture che svolgono funzione di cura di non malati Covid, sarebbe stato un grave errore. Altra cosa è immaginare l'adeguamento delle strutture ospedaliere, perché potrebbe esserci, come dice l'Oms, una seconda ondata, la necessità di attrezzare in autunno un numero maggiore di strutture rispetto a quelle oggi attrezzate".

"Quando sento dire che il Covid si è indebolito mi sembra molto pericoloso - ha aggiunto Razza - perché sappiamo che questo coronavirus quando colpisce gli organi respiratori è significativamente grave. La nostra Regione ha fatto scelte molto forti rispetto alle altre, bloccato la mobilità se prendiamo il periodo tra il 16 marzo ed il 16 aprile 2019 e lo paragoniamo allo stesso periodo del 2020 vediamo un calo di passeggeri di 1 milione di persone solo negli aeroporti. Questo vuol dire - ha concluso Razza - che avere scelto come principale misure di contenimento e distanziamento ha prodotto un risultato".

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