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IL CASO

Consegne in ritardo a Piazza Armerina: è polemica sulla mora delle bollette idriche

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Il problema sarebbe causato dalla presenza di un solo postino part-time per coprire un’area densamente popolata

PIAZZA ARMERINA. Bollette dell’acqua che arrivano puntualmente in ritardo e utenti costretti a pagare ogni volta una mora. Ma adesso qualcuno, in contrada Santa Croce, la grande area residenziale che subisce i ritardi postali, coinvolgendo 3-4 mila utenti, c’è chi comincia a proporre una class action a tutela dei consumatori. Perché arrivano con ritardo le bollette.

Pare che il problema sia da addebitare al servizio postale che nella zona può contare solo su un addetto part-time, non in grado da solo di poter smaltire il carico di consegna della posta quotidiana. Ma i cittadini vogliono vederci chiaro ed anche la politica cerca di fare la propria parte. «Ma di chi è la colpa? Di chi le consegna le bollette o di chi le spedisce? E non c’è modo di evitare di pagare per le colpe altrui?», si chiede Fabrizio Tudisco, portavoce provinciale di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale.

«Il ritardo nel recapito delle bollette è diventato una vera e propria piaga pagata a caro prezzo dai consumatori e dalle imprese che si vedono addebitare ingiustamente i costi delle morosità dalla società di fornitura, le lettere di notifica non riportano alcun timbro postale che ovviamente penalizza il cliente, per cui è impossibile dimostrare la data di arrivo della fattura che riporta all’interno la scadenza della stessa, con ritardi che poi vanno da 15 giorni ad un mese», aggiunge Tudisco.

C’è naturalmente chi ha dovuto procedere a domiciliare la bolletta, pur non avendone tutta la volontà di farlo, proprio per evitare disagi. Il consumatore dovrebbe, ogni qualvolta riceve una bolletta oltre il termine di scadenza, inoltrare un reclamo alla società che gestisce il servizio idrico e alle Poste, in cui chiede l’attestazione della data di consegna, in modo da poter dimostrare di aver realmente ricevuto in ritardo la fattura e che, quindi, il pagamento oltre alla scadenza non è a lui imputabile.

«Poste, però, non agevola la produzione di questo documento, senza il quale il consumatore non ha speranze di vedere riconosciute le proprie ragioni», recita in una nota Fratelli d’Italia. Indiscrezioni parlano anche di proteste praticamente quotidiane da parte degli utenti all’ufficio postale di via La Malfa. Qualcuno adesso minaccia di fare ricorso alle vie legali, quantificando il totale degli interessi moratori pagati da tutti i cittadini che subiscono il disagio. Per questo si parla di ricorrere ad una class-action. Ma si suggerisce anche una soluzione più “tecnologica” nell’era di internet: la comunicazione da parte del gestore della rete idrica dell’emissione della fattura mediante mail o sms telefonico.

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