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COMUNE

Enna, polemica sui consulenti del sindaco: «Soldi spesi ma senza vantaggi»

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ENNA. «Ma quale attività svolgono e hanno svolto i tre consulenti del sindaco Paolo Garofalo?». Se lo è chiesto il gruppo consiliare «Patto per Enna», formato dal presidente del Consiglio, Maurizio Bruno, e da Giovanni Contino, Maurizio Dipietro, Paolo Gargaglione, Giuseppe La Porta, Cesare Fussone, Mauro Incardona e Filippo Fiammetta. E proprio a questo riguardo la settimana scorsa il gruppo, primo firmatario Gargaglione, ha «depositato all’ufficio di Presidenza un’interrogazione con cui viene chiesto al sindaco Garofalo di rendere edotto il consiglio comunale circa l’attività svolta dagli esperti da lui nominati durante il suo mandato».

Il Patto, infatti, rileva che già dal 2011 il primo cittadino «avvalendosi della facoltà che gli consente la normativa vigente, ha conferito a tre professionisti, dei quali due non sono neppure ennesi, incarichi di collaborazione in materia di tributi e contenzioso, servizi sociali e discipline relative alle nuove normative fiscali». «Ritengo - dice il primo firmatario Paolo Gargaglione - che tale richiesta si rende necessaria anche perché il sindaco, in base all’art. 50 dello Statuto comunale, deve presentare annualmente al Consiglio una dettagliata relazione sull’attività prodotta dagli esperti». Ma al di la di ogni comunicazione ai consiglieri del Patto per Enna il conto non torna rispetto la loro attività. E dicono: «Da una nostra analisi non ci pare che i soldi spesi, circa 100 mila euro, abbiano prodotto vantaggi così considerevoli da giustificarne l’esborso». E portano a loro ragione alcuni esempi: «Il contenzioso Tarsu è ancora notevole, l’assistenza domiciliare agli anziani è rimasta bloccata per sei mesi e in materia fiscale l’unico risultato ottenuto è quello di avere portato tutti i tributi locali al massimo di ogni previsione».

Sono queste le ragioni che hanno indotto gli otto consiglieri di Patto per Enna a chiedere al sindaco Garofalo una immediata «relazione esauriente» sull’attività dei suoi esperti. «A questo punto - conclude la nota dei consiglieri - riteniamo imprescindibile conoscere in tempi brevi le motivazioni per cui il primo cittadino ha privato il Consiglio comunale di queste importanti notizie». Avere più notizie sull'attività degli esperti va verso la direzione delle giuste comunicazioni verso la comunità.

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