La festa del Santissimo Crocifisso, si rinnova la tradizione a Papardura

Il momento più importante come ogni anno, la messa delle 18 di domani dopo la quale, alla presenza tra gli altri anche del vicario foraneo Francesco Petralia, sarà impartita la solenne benedizione dal cosiddetto Calvario

ENNA. Entra nel vivo la festa del Santissimo Crocifisso di Papardura. Oggi e domani (giorno della rievocazione liturgica dell’Esaltazione della Croce), dopo l’intensa fase di preparazione, ci sarà il clou delle celebrazioni nel caratteristico santuario alle porte del capoluogo, luogo gestito per antica tradizione dalla deputazione dei “Massari”, coordinati quest’anno dal depositario Santo Francesco Rampello e sotto la guida spirituale del parroco Angelo Lo Presti. Sarà proprio lui a celebrare nel corso delle due giornate le messe che si terranno a partire dalle 7 e trenta.
Il momento più importante come ogni anno, la messa delle 18 di domani dopo la quale, alla presenza tra gli altri anche del vicario foraneo Francesco Petralia, sarà impartita la solenne benedizione dal cosiddetto Calvario. Questo è il luogo (una collinetta sopraelevata rispetto alla chiesa), meta finale della caratteristica Via Crucis che con i 14 mosaici dell’artista ennese Giuseppe Fornasier, segna l’itinerario che pellegrini e devoti percorrono per raggiungere il Santuario. Qui come tradizione, si venera il miracoloso quadro rupestre (ritrovato nel 546 in una grotta delle pendici ennesi e rappresentante il Crocifisso) e si offrono ceri votivi al Cristo deposto in una grotta sita nei pressi del sagrato. Tra fede e tradizione, come sempre i fedeli saranno accolti dai suoni della ciaramedda suonata dall’ennese Angelo Pastorelli, dalle “cudduredde”, i biscotti a forma di delta greco devozionali (da sgranocchiare o conservare sino al prossimo anno) e da un banchetto ospitale organizzato dalle donne dei Massari nel suggestivo aggrottato dietro la chiesa. «È sempre una festa particolarmente sentita dagli ennesi – commenta il depositario Santo Francesco Rampello – Il posto è molto caratteristico e bello, non a caso viene scelto per la celebrazione di molti matrimoni. Ma c’è un vero sentimento di fede che spinge in molti a venire qui».
I due giorni di festa quest’anno sono stati preceduti anche da un altro momento, organizzato dalla deputazione in collaborazione con l’associazione Unitalsi, presidente Angelo Lauro e la compagnia teatrale “I Guitti” di Gaetano Libertino. Lo scorso lunedì infatti si è tenuta una speciale Via Crucis per gli ammalati e i disabili accompagnati dai volontari del Treno bianco e, dopo la messa, il gruppo teatrale ennese, sul caratteristico sagrato ha messo in scena (in modo gratuito) la ormai famosa commedia in dialetto «I promessi sposi» che, come sempre, ha richiamato numerosi spettatori.

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