Piazza Armerina, alla Villa del Casale mosaici coperti dal guano dei piccioni

I volatili sono diventati il tormento per i pavimenti musivi, tornati a splendere dopo un restauro costato milioni di euro

PIAZZA ARMERINA. Mosaici tormentati dal guano dei piccioni. Molte stanze del sito Unesco in questi giorni si presentano «bombardate» dalle feci dei volatili. Il piccione sembra essere diventato negli ultimi tempi il nemico numero uno per i pavimenti musivi, tornati a splendere dopo un restauro costato milioni di euro. Ieri mattina è bastato un giro all’interno della Villa Romana del Casale per accorgerci che in alcune aree il problema c’è e non manca di fare mormorare i turisti. Le segnalazioni sono continuate ad arrivare in questi giorni. Nella stanza con il mito di Ulisse e Polifemo, ad esempio, i «bisogni» degli uccelli ricoprono una parte consistente del pavimento musivo.
La capra sanguinante sul ginocchio di Polifemo sembra essere il bersaglio preferito. Decine e decine di piccole «bombe acide» che si vedono ad occhio nudo. Basta spostarsi di qualche metro, nella vicina Basilica, la stanza di rappresentanza del «dominus» della Villa, dove le diverse e secolari qualità di marmo della pavimentazione sono in parte ricoperte dal guano e dalle piume dei piccioni. Feci di volatile anche in alcuni ambienti degli appartamenti nord del sito archeologico, su alcuni raffigurazioni geometriche a mosaico, ma anche su una parte dei pavimenti musivi del Triclinium. Altre aree, invece, sembrano ripulite. Il guano è molto acido e rischia di «mangiare» la superficie delle tessere marmoree, opacizzandole.
Ma la pulizia tempestiva dei pavimenti musivi in questo periodo rappresenta un problema. Perché? Mancano i soldi. Lo stesso direttore del Parco Archeologico, l’architetto Guido Meli, lo conferma. «Non abbiamo fondi in questo momento, stiamo facendo il possibile per mantenere puliti i mosaici e togliere il guano, ma i piccioni tornano subito a sporcare», dice. Non è escluso che un giorno potrebbe essere necessario ricorrere ad un falconiere, con l’impiego di rapaci in grado di «proteggere» dall’alto i mosaici. Un esperimento già avvenuto in altri siti archeologici, come alla Villa dei Quintili sull’Appia Antica. Il biglietto di ingresso da qualche giorno è stato portato a 10 euro, il 2012 dovrebbe chiudersi con circa 300 mila visitatori. Calcolatrice alla mano un tesoretto da 3 milioni di euro. Ma il 70 per cento di questa somma va a coprire altre spese in giro per la Sicilia. Dal Parco Archeologico aspettano ancora che l’autonomia finanziaria della Villa diventi realtà, con la destinazione di tutti gli incassi della biglietteria proprio alle casse del Parco.

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