L’Ancipa a «secco», arriva meno acqua

Da oggi saranno ridotti i prelievi dalla diga che rifornisce tutti i comuni dell’Ennese e di molte altre province isolane

ENNA. Le piogge di questi giorni non sono bastate a far rientrare l'emergenza idrica in provincia. Da oggi saranno ridotti i prelievi di acqua dalla diga Ancipa di Troina, l'invaso da cui dipende l'approvvigionamento idrico dell'Ennese e di altre zone della Sicilia, che in questi giorni è in profonda crisi per la mancanza di piogge. Lo hanno comunicato ieri mattina, nel corso di un vertice convocato dal prefetto Clara Minerva al Palazzo del Governo, i responsabili del Dipartimento regionale delle acque, alla luce della siccità di queste settimane. Da oggi si potranno prelevare 17 mila metri cubi di acqua al giorno, un quantitativo ridotto rispetto agli attuali 20 mila (quota già ridotta rispetto ai tempi in cui la diga è piena). Cosa questo comporti materialmente per l'erogazione di acqua dai rubinetti degli ennesi lo si scoprirà solo stamattina, quando saranno comunicati eventuali turni per l'erogazione idrica. Ma c'è chi parla di acqua a giorni alterni, se non addirittura ogni due giorni, situazione che potrebbe durare fin quando le piogge non riempiranno la diga Ancipa, invaso che può contenere fino a 15 milioni di metri cubi ma che attualmente ne avrebbe meno di un milione (forse 600 mila metri cubi). Al vertice di ieri, oltre al prefetto, al presidente della Provincia Pippo Monaco e ai responsabili del Dipartimento regionale delle acque Francesco Greco e Giordano Paterna, erano presenti i responsabili dell'Enel (ente proprietario dell'Ancipa) Andrea Cicero, di Sicilia Acque Enrico Spada, e di Acqua Enna Franz Bruno. Intanto si cercano risorse alternative, per non stressare troppo il bacino lacustre troinese: i comuni di Piazza Armerina, Aidone e Valguarnera, che rientrano nel novero dei sedici della provincia che dipendono esclusivamente dalla diga Ancipa (gli altri quattro hanno altre fonti, in certi casi in aggiunta all'invaso), saranno alimentati provvisoriamente dall'acquedotto Madonie alto, per ridurre il peso dei prelievi. Stamani, si diceva, è in programma una nuova riunione a Palermo, per compiere un ulteriore esame della situazione. Oggi, secondo quanto spiegano dalla Prefettura, sarà verificata - nel caso in cui dovesse continuare lo stato di crisi idrica, connessa alle condizioni meteorologiche di questi giorni - la possibilità di utilizzare, a supporto delle esigenze dei comuni della Provincia, altri acquedotti. Ma è un'idea di emergenza che per il momento viene soltanto ipotizzata, sperando che la soluzione, come è avvenuto in passato, arrivi dal cielo e dalle piogge, che sarebbero finalmente in arrivo.

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