Inventò programma per il web, ora lo toglie: "Stressato dal successo"

Uno studente aveva creato un’applicazione per scaricare i video da Youtube sui cellulari della piattaforma android
Enna, Archivio

ENNA. Il destino delle grandi idee è quello di alimentare dibattiti, discussioni e tanto stress per chi ne è autore. Ne sa qualcosa Andrea Giarrizzo, il diciannovenne di Valguarnera, in provincia di Enna, la cui storia ha fatto il giro del mondo e adesso è al centro di un piccolo giallo, che corre sul filo del web.

In due settimane lo studente di Informatica ha creato un'applicazione che non esisteva, la «You tube downloader», che consente di scaricare i video da «youtube» direttamente sui telefonini cellulari che utilizzano la piattaforma android. Una novità assoluta, per di più gratis, che è andata letteralmente a ruba.

È stata scaricata più di un milione di volte in tutto su tablet e smartphone di tutto il mondo e gli è valsa un premio da 100 mila dollari, oltre alle percentuali sui banner pubblicitari: tanto da fargli guadagnare, ha raccontato lui, 240 dollari al giorno.

La notizia del giorno è che l'applicazione ieri è scomparsa dallo «store» di Samsung. Immediate nel giro di pochi minuti si sono rincorse voci e commenti, incentrate sulle politiche di copyright sul web. Fino a quando, nel tardo pomeriggio, è dovuto intervenire personalmente Andrea, per interrompere la ridda di supposizioni che già campeggiavano nel cyberspazio, con una breve dichiarazione: «In considerazione della spropositata e inattesa esposizione mediatica alla quale sono sottoposto dalla continua richiesta di contatti, visto anche lo stress emotivo che ciò mi sta comportando, ho stabilito di prendermi una pausa di riflessione e di rimuovere dalla rete l'applicazione».

È stato lui, insomma, non altri, a togliere «You tube downloader» dal sito. «Ciò non esclude - ha aggiunto Andrea - che l'applicazione possa essere riproposta online, anche con l'apporto di eventuali migliorie». Altri, prima della sua precisazione, avevano ipotizzato ci fosse dietro una richiesta di Google, proprietaria di You tube, a Samsung.

Questa semplice ipotesi, senza che arrivassero conferme né smentite dall'azienda coreana o da quella californiana di Mountain View, ha creato un caso: tutti a porsi interrogativi e ad avanzare ipotesi. L'icona dell'applicazione però nel frattempo è rimasta sempre al suo posto, sulla pagina web dei vincitori del «Samsung smart app challenge 2012», il premio che ha vinto Andrea e che non è in discussione, «almeno per ora», come ha risposto sua madre alle domande telefoniche di alcuni giornalisti che volevano parlare col figlio, mentre sulle testate del web montava il caso.

Questioni normative sui video scaricati che vengono fugate, tra l'altro, dal commento di alcuni esperti di diritto digitale, che hanno fatto notare come «youtube», in realtà, sia aperto a tutti e non imponga, a chi naviga fra le sue pagine, di accettare il suo regolamento. A rileggere le parole di Andrea, evidentemente ben soppesate, dunque il problema sarebbe l'esposizione mediatica di questi giorni.

In effetti il caso aveva fatto il giro di tutte le testate, citato anche nella trasmissione di Rai3 Ballarò, dove il conduttore Giovanni Floris ha definito il giovane una «promessa dell'innovazione». Una verità che nessuno, neppure fra i più feroci critici del web, mette in discussione.

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