Rifiuti, un Natale d’emergenza Niente soldi per stipendi e discarica

Quasi tutti i paesi sono in arretrato di almeno 2 mensilità, tranne ad Aidone dove solo ora è stato pagato agosto

ENNA. Senza soldi sia per pagare il servizio alle discariche che gli stipendi ai lavoratori. E si corre il rischio che alla vigilia delle festività natalizie ormai alle porte il sistema rifiuti vada nuovamente in tilt. Anzi già da stamattina in diversi comuni i rifiuti potrebbero rimanere per strada.

Già sabato scorso infatti gli autocompattatori di alcuni comuni della provincia si sono visti chiudere i cancelli d'ingresso delle discariche di Motta Sant'Anastasia, di un'altra sempre nel catanese e di quella nei pressi di Gela dove dalla scorsa estate, dopo la chiusura della discarica di Cozzo Vuturo nei pressi di Enna, vengono conferiti i rifiuti dei 20 comuni della provincia di Enna.

Il motivo è sempre lo stesso, i Comuni non ribaltano alla società d'ambito Ennaeuno i soldi necessari e che devono obbligatoriamente versare, per scaricare in queste discariche. Ennaeuno senza soldi non può pagare questo servizio alle società che gestiscono le discariche e di conseguenza queste non autorizzano i camion ad entrare.

La vicenda sabato scorso è stata sbloccata al fotofinish. Ma oggi potrebbe ripetersi e per diversi comuni come Leonforte e Nicosia che a quanto pare sono quelli che hanno il maggiore debito verso Ennaeuno, ma anche per Piazza Armerina, Pietraperzia, Barrafranca ed altri ancora. Ma il comportamento da "Ponzio Pilato" dei Comuni si ripercuote anche sui lavoratori che per la quasi totalità dei circa 500 che operano nel settore vivono momenti nuovamente di grande incertezza.

Infatti non solo manca un mese alla scadenza dell'ennesima proroga del provvedimento di comando da Siciliambiente verso Ennaeuno, ma tranne qualche isola felice come Enna, in questi tutti sono in arretrato di non meno di 2 mensilità con una punta massima ad Aidone dove alcuni giorni fa è stato pagata addirittura la mensilità di agosto.

Quindi ancora una volta si è innescato conto alla rovescia del detonatore di una «bomba» che nei prossimi giorni se non si troverà una soluzione anche tampone rischia di deflagrare in tutta la sua violenza. Infatti se da un lato i Comuni non versano i soldi e quindi non si possono pagare gli stipendi dei lavoratori, a questi stessi poi a dicembre domanderà nella qualità di propri cittadini i soldi per il pagamento del saldo dell'Imu.

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