"Evase le tasse per 9 milioni di euro": sequestrati beni a un imprenditore

Il provvedimento a carico del commerciante di telefonini è per «rimborsare l’eventuale provento di un reato»

ENNA. Avrebbe evaso le tasse per 9 milioni e mezzo di euro. Per questo il gip di Nicosia ha ordinato il sequestro di beni a un imprenditore e commerciante di telefonini di Leonforte, il giovane E.F., sulla base di un'ipotesi imponibile non dichiarato per oltre 18 milioni di euro. Il sequestro è stato eseguito dai finanzieri della compagnia di Enna, diretti dal capitano Salvatore Seddio, che hanno congelato conti correnti, quote societarie di due imprese di costruzioni e di un'azienda commerciale e una villa fuori città. L'ammontare del sequestro è inferiore ai 9 milioni e mezzo, ma chiaramente riguarda i beni che per le Fiamme Gialle sono di sua proprietà o "riconducibili" a lui.

Si tratta di un sequestro "per equivalente", di quelli che si adottano al fine di rimborsare l'eventuale provento di un reato, in questo caso una presunta evasione fiscale. Il sequestro disposto dal gip è stato chiesto dal procuratore di Nicosia Fabio Scavone, sulla base delle indagini dei finanzieri. Secondo gli inquirenti, il negoziante, che gestisce un punto di vendita di telefonia mobile, era finito nel mirino degli ispettori della tributaria che, nell'ambito di una verifica fiscale, avevano scandagliato tutti i conti correnti riconducibili a lui, sui quali risultavano transitate somme per decine di milioni di euro, riscontrando varie presunte anomalie e una lunga sequenza di operazioni sospette, a fronte delle quali il contribuente, secondo quanto spiegano gli uomini del capitano Seddio, non sarebbe stato in grado di fornire idonee giustificazioni.

Ricostruito il reale volume d'affari, i finanzieri hanno contestato un'evasione d'imposta per nove milioni e mezzo di euro; una presunta violazione che ha fatto scattare la denuncia a piede libero alla procura di Nicosia e la conseguente richiesta di sequestro preventivo dei beni. Il provvedimento del giudice, che ha ritenuto valida, in via cautelare e preliminare, la tesi accusatoria, ha permesso di sequestrare un ingente patrimonio. Ad E.F. non è stata concessa, a eccezione dell'abitazione principale, neanche la facoltà d'uso. L'istituto del sequestro preventivo per equivalente è stato introdotto nell'ordinamento italiano per la prima volta nel 2000 ed esteso ai reati fiscali nel 2007. La norma consente adesso, anche per le più gravi violazioni fiscali, la possibilità di adottare, prima ancora della definizione del procedimento penale, una misura preventiva diretta a cautelare il concreto recupero delle imposte evase.

«L'aggressione cautelativa ai patrimoni dei grandi evasori, costituisce una dei punti di forza della rinnovata offensiva che la Guardia di Finanza muove quotidianamente al fenomeno della frode fiscale - sottolineano i finanzieri - e, a tal riguardo, il comando provinciale ha dettato cogenti istruzioni ai dipendenti reparti operativi affinché, in presenza dei presupposti, sia costantemente richiesta all'autorità giudiziaria l'adozione del sequestro preventivo».  

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