Piazza, nuova emergenza discariche abusive: sequestrate otto tonnellate di eternit

Il Comune ha affidato ad una ditta specializzata la bonifica dei luoghi dove si trova il materiale tossico

PIAZZA ARMERINA. Ben otto tonnellate di eternit abbandonate a cielo aperto in dieci diverse discariche abusive in appena due settimane. A scoprirle e sequestrarle, anche grazie alle segnalazioni arrivate da alcune associazioni di volontariato, gli uomini della Protezione civile e tutela ambientale. Il personale comunale, coordinato dal dirigente Mauro Mirci, ha effettuato i sopralluoghi nelle varie aree, effettuando un inventario del rifiuto speciale trovato disseminato in grandi quantità nelle campagne di contrada Albana, Friddani, Curve di Franzone e Torre Olivo, tra Barrafranca e Piazza Armerina. Uno dei cumuli più grossi si trova tra le cosiddette Curve di Franzone e il cancelletto in legno della zona di Rabottano, nelle vallate tra Piano Marino e la diga Olivo. In un caso le cattive condizioni climatiche, con le abbondanti piogge torrenziali dei giorni scorsi, avrebbero inoltre sparpagliato a valle una gran quantità di detriti provenienti da edilizia, rifiuti vari e lo stesso deposito abusivo di eternit. In quest'ultimo caso il lavoro della ditta specializzata sarà per questo più difficile. Anche perché il fango ha coperto parte del materiale. Il settore Tutela ambientale con proprio provvedimento d'urgenza ha già affidato ad una ditta specializzata il compito di bonificare i luoghi coinvolti dalla presenza del materiale tossico ed effettuare il trasporto verso i centri autorizzati di smaltimento, con un primo impegno di spesa di 10 mila euro. In quasi tutte le discariche è stata trovata la presenza delle "onduline" in eternit, pannelli un tempo molto diffusi e utilizzati per la copertura di tetti e tettoie, ancora oggi visibili in numerose abitazioni dei centri urbani. Troppo spesso chi effettua delle ristrutturazioni e vuole liberarsi del rifiuto speciale, per la paura di incappare in sanzioni o di dover spendere denaro per gli interventi di bonifica e smaltimento, decide di sbarazzarsi in modo poco ortodosso delle coperture, scaricandole in aperta campagna e in mezzo agli stessi boschi della zona. Stessa cosa accade con i serbatoi idrici ad uso domestico in eternit o per alcuni tipi di tubi. Un abbandono di rifiuti che il più delle volte rimane impunito, scaricando oltretutto sulle casse pubbliche gli oneri di smaltimento. Un vero e proprio salasso periodico che si ripete nel tempo. Nei mesi scorsi ad esempio l'eternit era stato abbandonato da ignoti anche all'interno dello stesso centro urbano, accanto ai cassonetti, costringendo il Comune anche in quel caso a correre ai ripari.

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