Il Megafono non ha voce grossa: niente boom, ma si fa sentire

La Campanile: «Rapporti col Pd? Non ce ne sono. Com'è noto gran parte di noi facevano parte di questo partito, anzi hanno partecipato a costituirlo e siamo stati cacciati»
Enna, Archivio

ENNA. Si era candidato al boom, ma non c'è stato. Il suo fondatore, il presidente della Regione Rosario Crocetta si era perfino sbilanciato parlando di sorpasso sul Pd. Le urne invece hanno consegnato un Megafono in provincia, 8,98 per cento, un tantino ridimensionato rispetto agli annunci ma di certo in possesso di una base solidissima che lo può portare a recitare una parte di primo piano nella politica ennese e siciliana.
Il quadro regionale è sovrapponibile anche in provincia dove il voto di lista al Senato, (il Megafono non era presente alla Camera), non sfonda ma si candida a dire la sua sul territorio. Insomma, sembra proprio che sarà un partito con il quale fare i conti in un prossimo futuro. Non caso i gruppi consiliari continuano a nascere in tutti i Comuni così come i circoli.
«Il voto alle nazionali - dice Rosalinda Campanile, uno dei due coordinatori del partito di Crocetta in provincia, l'altro è il piazzese Ranieri Ferrara - ci hanno consegnato il consenso dato a Grillo, che rappresenta la vera novità delle elezioni. Il M5S non ha raccolto solo la protesta dell'elettorato ma anche la fiducia dei cittadini sulle cose che hanno detto. Ha interpretato la speranza». In provincia il dato, in fin dei conti, è sovrapponibile a quello nazionale: «Mi meraviglia il risultato del Pdl che tutti davano per morto e invece continua ad ottenere percentuali di tutto rispetto. E poi il Pd. In provincia perde circa l'11 per cento, ma sono tutti soddisfatti. Non so proprio quali dati leggano».
Come ne esce il territorio provinciale dalla doppia sessione di voto, nazionale e regionale?
«Male. Avevamo un territorio in ginocchio e lo abbiamo ancora. Ad aggravare la situazione c'è una rappresentanza uscita dalla urne troppo giovane politicamente e quindi per certi versi anche debole. Oggi la parola d'ordine che tutti i soggetti politici devono imporsi è la salvaguardia del territorio».

Nello specifico che giudizio da al risultato del Megafono?
«In questa ultima tornata elettorale siamo intorno al 9 per cento. Un risultato che ci soddisfa e ci fa guardare al futuro. È ancora più buono se lo confrontiamo con quello delle altre province. Siamo i terzi dopo Messina e Caltanissetta», la provincia del presidente Crocetta».

Capitolo comunali
«Questa nostra esperienza continua. Avremo candidati presenti in tutti e gli otto comuni dove si vota».

Rapporti con il Pd?
«Inutile nasconderci dietro un dito. Di rapporti non ce ne sono. Com'è noto gran parte di noi facevano parte di questo partito, anzi hanno partecipato a costituirlo e siamo stati cacciati. L'attuale dirigenza piddina si racchiude dentro un fortino. Per riaprire il dialogo è necessario un cambiamento di rotta».

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