Nicosia, il settore edile è in crisi nera: costruzioni ferme e vendite a picco

Solo 30 le autorizzazioni edilizie rilasciate a gennaio e febbraio, appena nove le concessioni

NICOSIA. Sempre più in crisi l'edilizia locale, che dopo il vero e proprio boom del 2010 continua a registrare dati negativi, come dimostra il numero di permessi a costruire rilasciati dall'Ufficio tecnico comunale. Sono solo 30 le autorizzazioni edilizie rilasciate a gennaio e febbraio, mentre risultano 9 le concessioni rilasciate dall'ufficio nel primo bimestre dell'anno.
Sia nelle caso delle autorizzazioni che in quello delle concessioni si tratta di piccole opere che vanno dalla realizzazione di strutture precarie, da utilizzare come depositi di attrezzi o legnaie, di adeguamenti e cambi d'uso e destinazione o di manutenzioni straordinarie, costruzioni di box o locali tecnici a supporto di immobili già esistenti.
La situazione non era stata brillante neanche negli ultimi due anni, ma se nel 2011 a fronte del rilascio di 87 licenze costruttive ci sono state richieste per piccoli programmi costruttivi relativi ad abitazioni monofamiliari, già lo scorso il trend è stato pari a zero.
Da sempre in città il settore edile è stato trainante, assieme all'agricoltura, ma da un paio d'anni la crisi sta facendo sentire i suoi effettivi negativi soprattutto perché la città arrivava da un periodo di vero e proprio boom edilizio. Nel 2010, infatti, l'edilizia aveva avuto uno slancio promettente. Solo in quell'anno furono rilasciate licenze per la costruzione di ben 600 unità abitative.
L'edilizia locale si era rimessa in moto come anche l'indotto edile delle maestranze, ma già nel 2011, si era fatto sentire, complice anche la crisi globale un vero e proprio stallo con il conseguente crollo dei prezzi del mattone.
E se i primi a risentire della crisi erano stati gli investitori che avevano impegnato i propri fondi per programmi costruttivi nelle aree di espansione edilizia cittadine tra cui in particolare Crociate e Panotto, a soffrire adesso sono anche i privati. Infatti, da un paio d'anni, il mercato immobiliare è completamente fermo. La svalutazione del bene rifugio per eccellenza che, per la perdita di valore degli immobili, ha colpito i singoli proprietari ha fortemente danneggiato le imprese edili che operano in città.
Sono centinaia le unità abitative che rimangono invendute visto che la domanda si è praticamente azzerata.
L'investimento nel mattone sembra ormai una tradizione del passato e se da un parte a determinare il crollo delle vendita immobiliari è il fatto che il mercato è saturo, dall'altra parte è pure vero che la città sta facendo i conti con un invecchiamento progressivo della popolazione e con l'aumento dell'emigrazione giovanile.

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