Leonforte, chiude l’ospedale: terremoto nel mondo politico

Tre consiglieri annunciano battaglia. Rumors dicono che la struttura dovrebbe essere soppressa dal primo aprile

LEONFORTE. La possibile chiusura totale dell'ospedale di Leonforte sta diventando una sorta di terremoto nel mondo politico ennese. Il consiglio provinciale se ne occuperà in una prossima seduta e immediatmente tre consiglieri Giovanni Russo Sicilia Futura, Domenico Bannò Pd e Salvo La Porta Pdl annunciano battaglia. I rumors dicono che la chiusura del nosocomio per mancanza di risorse finanziarie dovrebbe avvenire già dal primo di aprile senza garantire neppure l'esistenza di un Pronto soccorso lasciando completamente scoperta la popolazione che vive nei comuni di Leonforte, Nissoria, Assoro, Agira, Regalbuto e Gagliano Castelferrato.

Per la verità l'argomento è stato già trattato dal consiglio provinciale mercoledì scorso ma erano assenti commissario straordinario dell'Asp e l'assessore regionale alla Sanità come i rappresentanti dei comuni di Assoro, Regalbuto, Agira e Gagliano. Russo, Bannò e La Porta hanno richiesto e ottenuto una nuova seduta. Saranno invitati i sindaci, la deputazione regionale, il presidente della commissione Sanità all'Ars, l'assessore regionale alla Sanità e i rappresentati dell'Asp. I tre consiglieri chiedono almeno «un Pronto soccorso degno di questo nome». Se anche questa soluzione non venisse praticata dalla Regione allora sarà guerrà: «Siamo pronti - concludono Russo, Bannò e La Porta - ad intraprendere qualsiasi iniziativa. Metteremo in campo tutte le nostre forze affinché quanto stabilito, sebbene ancora non ufficialmente, non venga messo in pratica». Questa è la ferma determinazione dei tre consiglieri provinciali ma è certo che questa loro posizione verrà sposata ben presto da altri. E' facile prevedere che il fronte si allarghi non essendo giusto non riconoscere ad una popolazione di oltre 40 mila anime almeno un «degno Pronto soccorso».

La spending review non può tramutarsi nella condanna a morte dei cittadini. Recentemente del problema se ne è occupato anche il consiglio comunale di Assoro. «Grazie a certa politica - dice Pippo Bruno consigliere comunale e responsabile provinciale Assoconsumatori - un nosocomio che serviva un bacino di cittadini davvero consistente verrà smantellato. Verranno chiusi i vari reparti e non resterà neanche il Pronto soccorso. Grazie a chi garantiva il proprio impegno per il mantenimento della struttura in campagna elettorale». Bruno è convinto che oggi è davvero difficile mantenere e valorizzare i piccoli ospedali «ma va intrapresa ogni azione per salvare almeno un Pronto soccorso h 24 efficiente, che possa essere presidio di vita». Una condizione questa necessaria «per un territorio povero, dove la viabilità è fatiscente e non aiuta un rapido intervento .

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