Pasquasia, sentenza del Tar per far partire la bonifica bloccata

Il risanamento ambientale dell’ex miniera di sali potassici è reso necessario dalla fuoriuscita di olio inquinante

ENNA. L'appalto della bonifica di Pasquasia, un piano da venti milioni di euro finanziato dal ministero dell'Ambiente, è fermo in attesa di una sentenza del Tar del Lazio, attesa a giorni. Il Tar dovrà stabilire chi si aggiudicherà i lavori, fra un'impresa di Brescia e una società milanese, che adesso sarebbero al centro di una vertenza, dinanzi al tribunale amministrativo romano, per aggiudicarsi i lavori. Si tratta del piano di risanamento ambientale del sito dell'ex miniera di sali potassici. Pasquasia, si ricorda, è una riserva mineraria che ha sede in contrada Salinelle a Enna. Le estrazioni iniziarono negli anni Cinquanta, ma fu chiusa nel 1992. E da allora fu sostanzialmente abbandonata, salvo i servizi di vigilanza, alimentando interrogativi popolari sulle ragioni della chiusura e leggende metropolitane su possibili depositi di scorie radioattive. Pochi anni fa alcuni ladri, durante un tentato furto di fili di rame, ruppero dei trasformatori da cui si riversò, all'interno del perimetro della miniera, qualcosa come otto tonnellate di olio dielettrico, fortemente inquinante. Le gigantesche macchie d'olio poi furono ripulite, ma resta ancora la bonifica più importante, quella dall'amianto, varie tonnellate, che si trovano nell'area. Il verdetto del Tar era atteso per mercoledì scorso, giorno in cui la vertenza amministrativa è stata posta in decisione. Ora la sentenza dovrebbe arrivare in settimana. Secondo il presidente della commissione speciale per le miniere dismesse siciliane dell'Urps Sicilia Giuseppe Regalbuto, "indipendentemente da chi vincerà il ricorso, poi si partirà, con la bonifica delle tonnellate di cemento amianto disperse nel sito di Pasquasia". La bonifica è stata disposta con un accordo quadro dal ministero dell'Ambiente nel 2010. L'accordo fu sottoscritto con un programma tra Regione, Provincia e Comune di Enna, con l'impegno di 20 milioni per la bonifica integrale dell'intero sito minerario. Sta di fatto che la bonifica, che sarebbe dovuta partire a settembre del 2012, ancora è ferma. Il motivo? Risponde Regalbuto. "Purtroppo il contenzioso ha allungato i tempi, ma in settimana la questione dovrebbe essere risolta con la decisione del Tar del Lazio e quindi la partenza dei lavori". In una delle diverse audizioni della commissione dell'Ars, tra il 2011 e il 2012 (allora presieduta da Salvino Caputo), era stato deciso attuare tutte le procedure necessarie per dare priorità e attenzione alle problematiche inerenti l'ambiente del sito di Pasquasia. Ma Regalbuto punta pure al risanamento della discarica di Bosco Palo a San Cataldo. "Con la stessa procedura del sito di Pasquasia - afferma Regalbuto - è stata presa in considerazione il sito di Bosco Palo e vi è la possibilità di bonificare il sito con un finanziamento da parte della Regione di 10 milioni di euro". 

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