La «battaglia» per salvare l’ospedale, le mamme di Leonforte si mobilitano

Dopo il punto nascita rischiano di chiudere al Ferro Branciforti Capra i reparti di ginecologia, pediatria e ostetricia

ENNA. Le mamme di Leonforte si mobilitano per salvare i reparti di ginecologia, pediatria e ostetricia e dire no, più in generale, allo smantellamento dell'ospedale Ferro Branciforti Capra. Duecento persone, per la maggior parte donne e bambini, hanno partecipato venerdì pomeriggio alla manifestazione pro ospedale, organizzata dalle "mamme a difesa dell'ospedale" per chiedere il mantenimento dei servizi del nosocomio, che negli ultimi anni ha perso almeno quattro reparti, il punto nascita, ben otto primari e, anche se il commissario dell'Asp Giuseppe Termine di recente ha smentito, vedrebbe a rischio pure il Pronto soccorso. Una manifestazione spontanea, nonostante la partecipazione del sindaco Pino Bonanno, che è intervenuto al pari di altri quattro candidati a sindaco di Leonforte. La gente si è riunita alle 17,30, ma gli interventi sono cominciati mezz'ora dopo. In alto un lenzuolo con su scritto: "Vogliamo spiegazioni". "L'assistenza ospedaliera pediatrica e ostetrica sta per essere definitivamente eliminata, con gravissime ripercussioni per la sicurezza sanitaria dei bambini e delle gravide - recita il manifesto, dalla grafica simile a un necrologio, dell'organizzazione -. Le mamme e le donne di Leonforte organizzano una manifestazione di protesta". "Non è possibile morire per mancanza di servizi", afferma uno dei manifestanti. "Abbiamo avanzato una serie di richieste - spiega battagliera Loredana Fiorenza, organizzatrice assieme ad altre madri, fra cui Maria Licata e Rosalinda Cangeri - e chiediamo un incontro urgente al commissario dell'Asp. Andremo a Enna e, se necessario, anche alla Regione". Nel documento elaborato dalle mamme è stato chiesto un appuntamento con la Procura per illustrare i motivi della protesta; un appuntamento con il Prefetto, affinché le ragioni della protesta siano inoltrate anche al Governo; e un appuntamento con il commissario Termine, per sapere "la verità sul destino del nostro ospedale". "Abbiamo anche chiesto un appuntamento con l'assessore alla sanità Lucia Borsellino - ha aggiunto un'altra mamma, microfono in mano, sulla scaletta dell'ospedale -. Vogliamo far notare che se si vuole far crescere la mafia, basta eliminare la presenza dello Stato in un territorio. Anche l'ospedale è un presidio dello Stato". Poi il sit in si è interrotto, con l'invito a "essere ancora più numerosi", per far sentire la propria voce a tutti i livelli. E con una raccolta di firme in difesa dell'ospedale di Leonforte.

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