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Nicosia, troppe bancarelle di frutta e verdura: «Serve giro di vite contro gli abusivi»

Negli spazi autorizzati esporrebbero pure ambulanti privi di permessi. Confcommercio ha promosso un incontro

NICOSIA. Troppi fruttivendoli abusivi e chi è in regola protesta. Interviene Confcommercio. “Per affrontare il problema in maniera strutturata – spiega una nota dell’associazione – abbiamo chiesto un incontro con l’amministrazione comunale e il comandante dei vigili urbani. La nostra città ha infatti un regolamento e chiediamo a nome degli operatori in regola che venga fatto rispettare”. L’incontro si terrà domani alle 17 in Municipio.
Il regolamento cui fa riferimento Confcommercio risale a maggio del 2009 quando il consiglio comunale lo approvò rispondendo alla esigenza di disciplinare il settore del commercio ambulante. Fu proprio allora che vennero determinati gli spazi su cui è possibile esercitare il commercio ambulante, ma da qualche mese, almeno così dicono i “regolari” si assiste ad un proliferare di fruttivendoli che non sono dotati di regolare licenza e che quindi fanno concorrenza sleale.
Un fenomeno che sulla base del regolamento può essere sanzionato così come ha fatto il Comune, ma per i “regolari” bisogna fare di più. Lo scorso anno ad esempio sono stati quattro gli ambulanti abusivi che sono stati multati. Si tratta di quattro persone, di cui solo una nicosiana, che esercitavano il commercio ambulante, senza licenza, e che sono stati sanzionati tra luglio e agosto 2012. All’epoca gli erano stati elevati dei verbali, uno dal Commissariato cittadino e tre dalla polizia municipale. Le multe elevate avevano un valore complessivo di 827,50 e per ogni ambulante andavano da 172,50 euro, per i tre che erano fuori dalle aree consentite, a 309,88 euro, per l’ambulante che oltre ad essere fuori zona non aveva le necessarie licenze per vendere sul territorio cittadino. Le regole che gli abusivi multati avevano disatteso sono quelle relative agli ambulanti cosiddetti “a posto fisso”, cioè quelli che vendono nelle aree predisposte nei quartieri, in cui possono esercitare liberamente il commercio dalle 7 alle 19, ma per chi paga le tasse questo non è l’unico problema. Infatti il problema che adesso i “regolari” sollevano è proprio legato a chi arriva in città per vendere, ma non ha alcuna licenza per farlo. A quelli, che a quanto pare sono tanti, girano per i quartieri proponendo frutta e verdura e facendo concorrenza in un momento economico particolarmente difficile in cui le attività commerciali registrano cali delle vendite anche del 70% sia perché si spende meno ma anche perché c’è tanta concorrenza sleale.

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