La Provincia di Enna chiude i battenti Dopo 87 anni lunedì l’ultimo Consiglio

«Canto del cigno» dopo la decisione del governo regionale e dell’Ars di sostituire le province con i consorzi di comuni

ENNA. Dopo 87 anni ultima adunata per il consiglio provinciale. Il presidente Massimo Greco ha convocato una seduta per lunedì 10 giugno alle 16. La scadenza naturale del mandato consiliare è per metà mese e quindi prevedibilmente quella di lunedì sarà l'ultima riunione del consiglio anche se sono prevedibili aggiornamenti della seduta vista la corposità dell'ordine del giorno. In programma oltre la lettura, l'approvazione dei verbali delle sedute precedenti e gli atti ispettivi, sette argomenti con l'approvazione del rendiconto della Provincia esercizio finanziario 2012, piano delle alienazioni 2013-2015 e regolamento per la pubblicità e la trasparenza dello stato patrimoniale dei titolari di cariche elettive e di governo. A seguire il riconoscimento di due debiti fuori bilancio, la conferma dell'adesione alla società consortile Gal Rocca di Cerere con la rideterminazione del criterio di partecipazione. Per finire sostituzione di componenti nelle commissioni e sottocommissioni elettorali circondariali. Quest'ultimo si può considerare un argomento di puro "stile" considerato che non si sa più da quanto tempo viene inserito negli ordini del giorno senza darne seguito. Come detto la seduta di lunedì sarà il canto del cigno per il consiglio provinciale dopo la decisione del governo regionale e dell'Ars di sopprimere le Province per fare posto ai consorzi di Comuni. In Sicilia la Provincia di Enna, insieme a quella di Ragusa, è la più giovane istituita nel dicembre del 1926 dal duce Benito Mussolini. Ha vissuto grandi momenti e solo negli ultimi cinque anni il crollo è stato verticale per arrivare alle ultime settimane con i trasferimenti, di Stato e Regione, quasi azzerati tanto da mettere a repentaglio gli stipendi dei dipendenti fin da luglio. Dentro la Provincia è un coro di no alla soppressione primi fra tutti i consiglieri e l'amministrazione. È stata avvertita la necessità di una riforma ma non così drastica tanto è vero che il presidente Giuseppe Monaco continua a ripetere: "La riforma poteva essere benissimo innestata nelle strutture già esistenti". E riguardo i risparmi: "Non ce ne sono perché le spese strutturali e dei dipendenti debbono continuare ad essere fatte". Monaco ha poi una teoria sua: "Il vero risparmio si avrebbe solo l'eliminazione delle Regioni che hanno un costo incredibile". E aggiungono i consiglieri: "Uno sperpero incredibile". "E poi - conclude Monaco - anche storicamente sono le ultime arrivate". In effetti le Regioni vennero istituite dopo la II guerra mondiale quando già le province esistevano da un bel pezzo. 

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