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Piazza Armerina, pulizia dei Mosaici: ci pensa un netturbino

PIAZZA ARMERINA. Il Parco Archeologico della Villa Romana del Casale chiede due operatori restauratori per la pulizia dei mosaici e il Comune gli invia per tre mesi un netturbino. Il delicato problema della pulizia e manutenzione del sito Unesco si conferma l'emergenza del momento. L'architetto Guido Meli, direttore del Parco, alcune settimane fa, con una nota inviata al sindaco Carmelo Nigrelli aveva lanciato una sorta di appello all'amministrazione comunale, chiedendo di presentare la Villa «pulita e dignitosa», evitando di fornire "un'immagine negativa" dei pavimenti musivi patrimonio dell'umanità agli occhi del turista. Un appello rivolto al Comune, in realtà non competente in materia, nelle more dell'arrivo di fondi da parte dell'assessorato regionale ai Beni culturali. «Si chiede di voler provvedere al servizio di pulizia del pavimento musivo mediante due operatori restauratori, anche part-time, che sotto il controllo diretto di questo Parco dovrebbero provvedere alla spazzatura del pavimento ed eventualmente a piccoli interventi di manutenzione», aveva chiesto Meli. Una spesa da finanziare con il tesoretto del 30 per cento degli incassi della biglietteria, per legge spettante al Comune armerino. Escrementi di piccioni, piume dei volatili, polvere, macchie biancastre dovute alla risalita dei sali da mesi, ogni giorno, "macchiano" i pavimenti a mosaico del sito archeologico, esponendo la dimora romana a continue polemiche e critiche. Di recente lo stesso architetto Meli per protesta, dopo un'ispezione regionale, aveva preso scopa, sacchi e paletta e ripulito un pezzo di Basilica della Villa Romana del Casale. La Regione Siciliana per ora non apre il portafogli e per questo la direzione del sito Unesco ha scritto agli uffici comunali. «Il Comune non è attualmente nelle condizioni di provvedere tempestivamente a mettere a disposizione del Parco due operatori di restauratori per la pulizia dei pavimenti musivi», ha risposto il sindaco Nigrelli con una nota inviata a Meli. Restauratori no, ma un operatore ecologico si. E quindi nelle more di una soluzione più adeguata, per i prossimi tre mesi, in pratica per il periodo estivo, sarà un netturbino inviato dal Comune a pulire i mosaici con una spesa di 7.725 euro finanziata con il 30 per cento degli incassi. Per cinque ore al giorno, per giorni a settimana, sarà un operatore ecologico, in mancanza di restauratori, a spazzare i pavimenti musivi dichiarati patrimonio mondiale per salvare l'immagine del sito archeologico.

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