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Rischio brucellosi ad Enna: scatta il sequestro di 4 allevamenti

ENNA. Torna lo spettro delle malattie animali. Il Comune di Enna ha disposto il sequestro di quattro allevamenti, con centinaia di capi di bestiame, perché sono stati individuati altrettanti focolai di brucellosi e tubercolosi bovina. I feti dovranno essere distrutti, e a queste mandrie sono vietate ogni genere di spostamento e riproduzione. Il sindaco Paolo Garofalo ha emesso quattro distinte ordinanze, al fine di evitare la diffusione delle zoonosi. La brucellosi bovina riguarda due allevamenti di contrada Baronessa, a due passi dall'ingresso principale della città; mentre i due casi di tubercolosi bovina sono stati individuati nelle contrade Trabonella Castellaccio e Gallizzi. Le precauzioni imposte dal Comune agli allevatori sono più o meno le stesse. Non sarà necessario abbattere i bovini ammalati. Gli esperti sottolineano che non si corrono rischi per la salute, in particolare ad acquistare della carne o dei derivati, perché comunque vengono sempre controllati e sottoposti a lavorazioni. Nessun rischio per la brucellosi, mentre serve solo qualche cautela in più per la tubercolosi bovina. Non è la prima volta che ne viene isolato un focolaio. Questa malattia può colpire tutti i mammiferi, provocando vari sintomi, fra cui un malessere generale, la tosse e anche, nei casi più gravi, la morte. Secondo gli esperti non è la causa principale della tubercolosi umana. Gli esseri umani possono contrarre la malattia, ma solo bevendo latte crudo di bovini infetti o inalando goccioline infette. Sia per la brucellosi che per la tubercolosi, gli animali non dovranno entrare in contatto altri capi di bestiame sani e non si potranno riprodurre. Il primo cittadino ha ordinato il sequestro fiduciario degli allevamenti, la distruzione dei feti o dei vitelli nati morti o morti subito dopo la nascita. I locali dovranno essere disinfestati assieme alle attrezzature, ai mezzi di trasporto e dei contenitori, entro sette giorni dalla eliminazione dei bovini infetti e comunque prima di ricostituire l'allevamento. Inoltre è stabilito il divieto di monta e di qualsiasi transumanza, in entrata o in uscita, a meno che non arrivi un'autorizzazione speciale dall'Asp. I vitelli nati da madri infette devono essere identificati e isolati. L'unica differenza, fra le due malattie, riguarda l'utilizzo del latte, vietato per il consumo umano solo nel caso di provenienza dai capi infetti, nel caso della brucellosi, mentre è vietato quello prodotto da tutti i bovini presenti nell'allevamento, nel caso di tubercolosi. Il latte potrà essere usato solo per l'alimentazione animale all'interno dell'allevamento stesso.

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