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Villa Romana, pool internazionale per la nona campagna di scavi

PIAZZA ARMERINA. Parte il 19 agosto la nona campagna di scavi archeologici alla Villa Romana del Casale, condotta dall'università La Sapienza di Roma. Studenti archeologi delle università spagnole di Siviglia, Terragona e Cadice e di quelle italiane La Sapienza di Roma e la Kore di Enna effettueranno indagini nel sottosuolo, a sud del sito Unesco, nella zona delle nuove ed inedite Terme Sud scoperte negli ultimi anni. Per 45 giorni il gruppo di scavo sarà al lavoro lungo il settore degli insediamenti medievali, proseguendo gli interventi che negli anni recenti hanno portato a far scoprire un altro pezzo inedito della dimora romana. «Vogliamo capire la relazione fra queste nuove terme della zona sud e la Villa Romana, anche per la presenza di colonne trovate sotto terra», dice il professor Paolo Barresi, docente della Kore, il quale in tutti questi anni ha condotto e coordinato gli scavi insieme al professor Patrizio Pensabene, archeologo ordinario della cattedra di Archeologia all'università La Sapienza di Roma. L'ingresso della Villa Romana sarebbe stato preceduto da un ampio "propileo", un porticato con almeno sei colonne in stile jonico che accoglieva gli ospiti del dominus e i tanti lavoratori che gravitavano attorno alla dimora romana. Questa l'ipotesi di studio che sta emergendo nell'ultimo biennio. Anche perché il ritrovamento di quattro colonne e cinque capitelli, sulla stessa linea direzionale della porta di ingresso alla Villa Romana, sembrerebbe supportare questa importante tesi scientifica. A confermarla, sia pure con tutta la precauzione del caso, è stato proprio il professor Patrizio Pensabene, il docente che ormai dal 2004 sta portando alla luce, strato dopo strato, picconata dopo picconata, le diverse fasi storiche che si sono sovrapposte nella zona. I saggi di scavo hanno rivelato, sotto le fornaci di epoca medievale realizzate in periodi storici successivi per produrre ceramica, lo strato originario coevo alla costruzione della Villa Romana. Dallo scavo sarebbe emersa una nuova area termale, con i primi nuovi mosaici già venuti fuori, un grande frigidarium secondario, utilizzato dai contadini che lavoravano sui campi attorno alla dimora romana per lavarsi e attingere l'acqua utile per le loro attività. Tre colonne trovate sottoterra sarebbero state buttate giù da un alluvione del IV-V secolo dopo Cristo. Un'alluvione che ha anche fermato il tempo, quasi in un'istantanea fotografica, come nel caso di una colonna spezzata alla base e adagiatasi lateralmente dopo essere stata urtata violentemente da una colata di fango 1500 anni fa.

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