Piazza, venditori di souvenir «tagliati» fuori: proteste alla Villa del Casale

Bypassati dal sistema dei parcheggi, i trenta commercianti si mescoleranno ai visitatori con cartelli in mano, rivendicando il diritto al lavoro

PIAZZA ARMERINA. Protestano per il mancato passaggio dei turisti dalle loro bancarelle a causa dell'apertura di un varco che li ha tagliati fuori e di un sistema di parcheggi che li bypassa. Parte questa mattina, davanti ai cancelli d'ingresso della Villa Romana del Casale, una sette giorni di manifestazioni e sit in dei venditori di souvenir che si preannuncia molto tesa e dura.

I sindacati Confcommercio, Confesercenti, Cna e Confartigianato nei giorni scorsi avevano proclamato lo stato di agitazione in via unitaria. E adesso hanno deciso di passare dalle parole ai fatti. Si comincia stamani dalle 10 alle 18, con il presidio dei 30 operatori commerciali. Poi si riparte per tutta la settimana successiva, dal 16 al 21 settembre. Striscioni e cartelli alla mano si mescoleranno ai tanti visitatori in arrivo in queste settimane e rivendicheranno il loro diritto al lavoro. In gioco c'è una fetta di economia che tra titolari delle ditte, lavoratori e indotto coinvolge oltre cento persone. Una fetta di business allo sbando a causa del mancato passaggio sulla strada provinciale 90, dove si trovano i loro stand, dei flussi turistici in arrivo.

I venditori di souvenir si trovano nella condizione peggiore da decenni, costretti di fatto a lavorare in modo abusivo sul tratto di provinciale, in attesa della partenza della nuova area commerciale che si è dimostrata pienamente inagibile a causa della pavimentazione ridotta a brandelli, delle infiltrazioni d'acqua nei box in legno e la mancanza di autorizzazioni igienico sanitarie. Il sollevamento delle polveri in quella che doveva rappresentare la zona moderna dedicata al merchandising di souvenir e guide turistiche ha di fatto bloccato i 30 operatori commerciali, costringendoli a rimanere sulla provinciale.

Tutto il nuovo complesso di servizi costato sei milioni di euro di fondi pubblici, costituito dai parcheggi e dalla zona commerciale, si è trasformato in un grande sterrato polveroso per via del calcestruzzo impoverito utilizzato in fase di costruzione. Il manto stradale in pratica si è sbriciolato da solo, ancor prima del passaggio dei pullman. Ad ogni folata di vento e al passaggio dei pullman i detriti sabbiosi più leggeri si sollevano e l'aria diventa irrespirabile. Un autobotte si trova costretta a "bagnare" le polveri in modo continuo per non farle sollevare.

Un paradosso incredibile tuttora fonte di innumerevoli polemiche, esposti e perplessità. Appena qualche giorno fa l'assessore comunale alle Attività produttive, Luigi Bascetta, ha chiesto alla Provincia tutte le carte sul collaudo dell'opera. La protesta di questa mattina riaccende le tensioni legate al lavoro dei commercianti, i quali chiedono di essere messi nelle condizioni di sopravvivere, riportando i turisti in arrivo sulla Sp 90. La Prefettura di Enna starà a guardare? I sindacati chiedono un tavolo prefettizio, presenti Comune e Provincia, proprio per leggere bene tutte le carte esistenti relative all'area parcheggi e dei box in legno. E non ci stanno a vedere i propri assistiti diventare le vittime sacrificali degli errori altrui. In mancanza di una mediazione prefettizia il clima di tensione è destinato a crescere di giorno in giorno ai cancelli d'ingresso del sito Unesco. Del resto da anni si parla di rilanciare l'economia legata alla Villa Romana, ma l'unica fetta di economia reale esistente rischia ora il collasso.

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