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Pietraperzia, Comune non ha i soldi per la mensa: pagano le famiglie

PIETRAPERZIA. I tagli statali e regionali cominciano a produrre i primi effetti negativi per gli Enti Locali ma anche per i cittadini. Il Comune non ha i soldi per la mensa scolastica. Al comprensivo Vincenzo Guarnaccia, dirigente Antonio Amoroso, il pranzo, per 380 ragazzi dei tre segmenti scolastici, su un totale di circa 890 alunni, lo devono pagare per intero le loro famiglie.


Sono in tutto 19 classi di tempo pieno di scuola dell'Infanzia, e Primaria e Prolungato alla Scuola Secondaria di Primo Grado. Il consiglio di istituto, presidente Giancarlo Pennino, martedì pomeriggio ha ratificato questa "novità".


La mensa comincerà proprio oggi. Nei giorni scorsi il sindaco Enzo Emma aveva inviato al dirigente scolastico Antonio Amoroso un comunicato nel quale si legge: «A seguito dei notevoli tagli sia statali che regionali , questa Amministrazione, con profondo rammarico, è costretta a sospendere il servizio di refezione scolastica per l'anno 2013.2014». «Pur tuttavia - si legge ancora nel comunicato del sindaco Emma - in caso di reperimento di risorse finanziarie, l'Ente Comune, dichiara, sin da adesso, la propria disponibilità al ripristino del servizio».


Mercoledì scorso il dirigente scolastico, da parte sua, ha diramato la seguente circolare: «Vista la comunicazione con la quale l'Amministrazione Comunale rende nota l'impossibilità di poter reperire i fondi per l'erogazione del servizio mensa. Vista la delibera del Consiglio d'Istituto, con la quale si prevede di poter assicurare il servizio di refezione in modalità autogestita da parte dei genitori. Lo scrivente, in attesa di ricevere notizie da parte dell'Ente Locale riguardo la possibile ripresa del servizio di refezione a cura dell'Ente stesso o a cura dei genitori, invita docenti, genitori e alunni, a decorrere dal 04 ottobre, a voler provvedere autonomamente alla fornitura del pasto che sarà consumato regolarmente nel previsto locale mensa utilizzato in precedenza secondo piano orario previsto dall'ordine di scuola interessato».


Gli alunni resteranno a scuola anche nelle ore di pranzo e seguiranno il regolare orario scolastico. Fino a ieri, nel tre segmenti scolastici, c'è stato solo l'orario antimeridiano. L'anno scorso anno le famiglie pagavano, euro 2,80 ogni pasto a cui andava aggiunta la somma che veniva pagata dal Comune. Le classi di scuola dell'Infanzia interessate a tale provvedimento sono in totale 8 per cinque giorni la settimana, alla Primaria 7 per quattro giorni settimanali e al Prolungato della secondaria 4 classi per due giorni alla settimana. I genitori dovranno provvedere con i panini, il "pranzo a sacco", o con il pranzo fornito da qualche ristoratore contattato e pagato direttamente e integralmente dalle famiglie.

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