Pietraperzia, la rapina alla banca «San Michele»: ritrovato il bancomat sventrato

PIETRAPERZIA. Una pattuglia della Forestale di Pietraperzia, alla guida di Filippo Emma, ha ritrovato una postazione bancomat. Sarebbe quella rubata dai banditi alla banca di credito cooperativo "San Michele" di Piazza Vittorio Emanuele, nella notte fra l'11 e il 12 ottobre. Il bancomat è stato ritrovato verso le dieci di ieri mattina sul greto di un torrente in contrada Musalà. Sono stati ritrovati sul posto anche alcuni abiti. Sarebbero quelli indossati dalla banda di ladri la notte del colpo. La postazione bancomat era sventrata e i vari pezzi disseminati nella zona. "L'apparecchio" era perfettamente visibile ed era abbandonato, insieme ai vestiti, tra la vegetazione che costeggia il letto del fiume. Gli uomini della Forestale hanno immediatamente informato i carabinieri della stazione cittadina, agli ordini del comandante Nicola Lomoro.


Nei giorni scorsi i carabinieri di Pietraperzia avevano ritrovato, a Montagna di Cane, a poca distanza da Musalà, il camion utilizzato dai malviventi come ariete durante il colpo di metà ottobre. Notevole sensazione aveva suscitato il colpo alla San Michele. Quella notte, a mettere a segno il furto sarebbero stati una decina di uomini. Alcuni avrebbero messo materialmente a segno il colpo. Altri, con perfetta sincronia, avrebbero isolato piazza Vittorio Emanuele, a quell'ora deserta. Subito dopo il colpo, i malviventi sono scappati a folle velocità scendendo in controsenso dalla stessa piazza Vittorio Emanuele. Sul loro cammino avevano incontrato un vigilantes in servizio e gli avevano intimato di restare a bordo della sua macchina e di non scendere, pena una gragnuola di colpi di arma da fuoco.


Musalà e Montagna di Cane si trovano in direzione della vecchia strada per Caltanissetta. Per addentrarsi nelle due zone di campagna bisogna conoscere la zona molto bene. Si pensa che in paese i ladri abbiano avuto qualche basista. I banditi sarebbero andati a Musalà e avrebbero sventrato il bancomat per rubare il contante che era custodito al suo interno. Il bottino sarebbe stato di circa ventimila euro. Si sarebbero poi "cambiati d'abito" per fuggire subito dopo con dei mezzi "puliti".

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