Nicosia, uffici giudiziari: da un vertice al ministero le speranze di riaprirli

NICOSIA. Sono altissime le aspettative che la città ripone nell’incontro che si terrà questa mattina alle al Ministero della Giustizia. Alle 11 il sindaco Sergio Malfitano, Giuseppe Agozzino dell’Unione fori siciliani, Fabio Bruno e Graziano Li Volsi del Movimento per la difesa dei territori saranno a colloquio con il gruppo di lavoro istituito dal Ministero per monitorare la riforma giudiziaria. Il 15 ottobre il Movimento aveva inviato proprio al Gruppo di lavoro uno studio che propone il ripristino degli uffici giudiziari cittadini soppressi da settembre scorso con un ampliamento dell’ex circondario giudiziario includendo anche l’ex circondario di Mistretta e Comuni che afferiscono ai circondari di Catania e Termini Imerese. Il progetto era stato accompagnato da una lettera del primo cittadino e a sperare che il progetto venisse preso in considerazione erano in pochissimi. Ci si sperava ma con riserva. Invece nel giro di pochissimi giorni il gruppo di lavoro ha convocato il sindaco che ha chiesto ai redattori dello studio di accompagnarlo. Il 4 novembre il Comune ha ricevuto il fax che fissava l’appuntamento per oggi.


Il Movimento ha colto subito l’invito e tutti gli aderenti si sono autotassati per sostenere le spese di viaggio, per la trasferta di oggi, e anche le spese per stampare tutto il materiale da consegnare oggi, in pratica una integrazione che si compone delle criticità conseguenti all’accorpamento ad Enna. In particolare le criticità legate alla viabilità, che sono state ricavate da uno studio del 2012 dell’Ance provinciale e le criticità organizzative legate agli spazi ridotti del Tribunale di Enna. Ma se le aspettative sono alte, l’invito alla prudenza e alla moderazione è d’obbligo. «Stiamo lavorando – spiega il sindaco Malfitano – ma senza farci illusioni». «Si tratta di una buona opportunità – spiega Fabio Bruno – ma non ci facciamo illusioni speriamo solo di sfruttare questa possibilità aprendo un canale di comunicazione». Sono almeno due anni che si cerca di aprire un canale di comunicazione efficace e questa potrebbe essere la volta buona. «Non ci aspettiamo nulla in particolare - continua Bruno – ma vogliamo sfruttare questa occasione per rappresentare le difficoltà di isolamento di questo nostro territorio montano».

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