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Enna, il monastero di San Marco apre ai visitatori

ENNA. Per la prima volta, a sei secoli dalla sua fondazione, il monastero di clausura di San Marco apre le porte ai laici.
E lo fa in senso letterale, visto che i padri carmelitani ora proprietari dello stabile hanno annunciato la fruizione guidata del convento nei giorni 21 e 22 dicembre. Le visite saranno organizzate per gruppi dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 19 e si metterà fisicamente piede all’interno di alcune sale del monastero passando dalla chiesa: si visiterà il coro (la cappella dove le monache pregavano), il refettorio, la sala capitolare del piano superiore e da lì si passerà alla galleria della chiesa dove sarà possibile godersi l’edificio dall’alto transitando per il coro antico da dove un tempo le suore seguivano la messa.
A fare da guida, gli stessi padri carmelitani coadiuvati dallo storico dell’arte Rocco Lombardo, mentre a curare la vigilanza saranno i fedeli dell’Ordine secolare dei carmelitani scalzi, la Proloco Proserpina, i confrati di San Giuseppe e i confrati dello Spirito Santo.
Il percorso non comprende la sala dei tesori del monastero, che, invece, come assicura il superiore dei carmelitani padre Renato Dall’Acqua, saranno resi fruibili per la Settimana santa). Per l’ingresso al monastero è previsto il contributo di un euro a persona.
La decisione di aprire il monastero alla città è arrivata giovedì dopo un sopralluogo e una riunione congiunta tra padri carmelitani, il prefetto Clara Minerva, il responsabile dei Beni artistici della diocesi padre Giuseppe Paci e il soprintendente ai Beni culturali Salvatore Gueli. «Abbiamo già installato l’allarme all’interno del monastero e presto verrà attivato anche quello nella chiesa per volontà della diocesi che anticipa le spese e del prefetto che si occuperà di reperirle», spiega padre Renato.
La mostra dei Bambinelli
E intanto domani alle 18 nella chiesa di San Marco verrà inaugurata la mostra di Bambinelli storici organizzata dalla «Proloco Proserpina»: esposti, tra gli altri, anche tre Bambinelli in cera del 1800 del tesoro del monastero, un altro appartenente alla chiesa di San Francesco di Paola e un piccolo Gesù di monsignor Pietro Spina. Visite gratuite fino a domenica 22.

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