Pericolo di frana al Castello, Ennanostra torna all’attacco

ENNA. Già nel febbraio scorso Enna nostra lanciò l'allarme del pericolo di frana che corre un costone roccioso del Castello di Lombardia, quello posto nella parte nord-ovest. Paolo Parrino e Franco Longo, le anime dell'associazione, allora parlarono di sbriciolamento del costone con l'aggravante della presenza di alcune piante. Subito dopo venne ordinato un sopralluogo da parte del Comune che portò alla chiusura al transito del perimetro dell'antico maniero. Oggi Enna nostra torna alla carica e Parrino, che ne è anche il presidente, sottolinea che l'allarme non è stato tenuto nella giusta considerazione, in breve: «Non è stato fatto nulla». Non è possibile girare attorno al Castello e anche i pulman dei turisti, sempre presenti, hanno grosse difficoltà a girare in spazi ristretti. Insomma due penalizzazioni. Parte del Castello ha la necessità immediata di interventi e per il turismo si frappongono ostacoli. Sarebbe bene mettere in atto le opere in inverno potendo, in questo modo, già in primavera offrire ai turisti più sicurezza e percorsi facilitati. Il segretario di Enna nostra Longo rincara la dose: «È assurdo che dopo un anno l'anello è ancora chiuso. Quanto tempo dobbiamo attendere ancora?». L'associazione vuole incontrare il sindaco Paolo Garofalo e i responsabili della Soprintendenza ai Beni culturali per capire quali sono gli interventi da fare e quali i tempi di attesa. Una prima risposta arriva dall'assessore ai Lavori pubblici Francesco Nasonte: «Interverremo con prontezza per eliminare il primo e più incombente pericolo eliminando le piante che determinano lo sbriciolamento del costone». Un intervento minimo quindi? «Non possiamo fare altro. Sono necessari grosse somme e non abbiamo neppure la titolarità per l'intervento». Perché? «Il Castello non è del Comune ma del demanio e quindi è di proprietà di altri. Noi ci siamo già attivati per sistemare i vincoli legali». Come? «Abbiamo chiesto la concessione della struttura con un comodato a titolo oneroso. Attendiamo una risposta». Il Comune avrebbe potuto chiedere anche un comodato a titolo gratuito ma ha scelto l'onerosità in prospettiva. «Avendo la gestione gratuita non possiamo mettere a reddito la struttura. Noi crediamo molto nelle potenzialità del Castello e quindi pensiamo ad una gestione che la valorizzi e che crea reddito. La gestione potrebbe essere affidata ai privati con un progetto di esternalizzazione». Il maniero ha però bisogno di interventi più corposi? «E noi ci abbiamo pensato. Il nostro Piano triennale delle opere pubbliche contiene un intervento di 2 milioni e 500 mila euro.

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