Gli ennesi un popolo di donatori: grazie a loro sacche in tutta l’Isola

ENNA. Gli ennesi si confermano un popolo di donatori di sangue. Anche quest’anno si consumerà nell’Ennese meno del 30 per cento del sangue donato dai residenti in questa provincia. Il resto sarà esportato nelle altre province, dove il fabbisogno è sempre crescente e le donazioni non bastano a farvi fronte.
Il 72 per cento del sangue raccolto a Enna sarà esportato negli altri territori dell’Isola, dunque, e in particolare nel Messinese e nel Nisseno. Nel 2014 è prevista la raccolta di 4.500 sacche, 3.220 delle quali saranno utilizzate in altre aziende dell’Isola, per curare i loro pazienti.
Enna è l’unico territorio in controtendenza, rispetto alla crisi generalizzata di donazioni di sangue che purtroppo si registra in quasi tutto il resto della Sicilia. Di fronte alla carenza di sacche che ha colpito i centri trasfusionali dell’Isola, in pratica, Enna non subisce alcun decremento, anzi registra la crescita costante del numero di sacche raccolte. Da 3.478 sacche raccolte nel 2005, dunque, si passerà a 4.500 in meno di dieci anni, un incremento che si attesta su circa il 30 per cento nel giro di dieci anni.
I dati, in buona sostanza, mostrano che nel corso degli ultimi dieci anni il numero di unità di sangue raccolto e lavorato al servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale di Piazza Armerina ha subito un notevole incremento. Dal «programma per la compensazione intra ed interregionale degli emocomponenti labili per l’anno 2014», pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Regione di venerdì, si evince che, quest’anno, si prevede inoltre la raccolta di 3.300 sacche di sangue a Piazza Armerina (solo 780 delle quali consumate in loco) e di altre 780 a Nicosia (400 delle quali consumate nel suo circondario). E dunque, nel dettaglio, Enna trasferirà 1.220 sacche all’ospedale «Cervello» di Palermo e 2.000 al «Villa Sofia»; Piazza Armerina trasferirà 1.905 sacche a Messina e 615 a Taormina; Nicosia 264 sacche a Taormina e 116 a Caltanissetta.
L’incremento delle unità raccolte, inoltre, secondo i medici ha garantito non solo l’autosufficienza in campo emo-trasfusionale ai presidi ospedalieri dell’Asp di Enna, ma ha anche permesso «la cessione di un numero crescente di unità alle aziende sanitarie che ne hanno fatto richiesta» risolvendo situazioni critiche.

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