Enna, Garofalo attacca Stato e Regione: ci impongono spese insostenibili

ENNA. La seduta di mercoledì sera a Sala d’Euno è stata l’occasione per il sindaco Paolo Garofalo per lanciare un allarme «sull’impoverimento generale della città». Ha ricordato la recente tragedia di Leonforte dove un quarantenne si è dato fuoco sul tetto del Comune perché fuori dalle graduatorie per l’assegnazione delle case popolari. «È stato un caso che sia successo a Leonforte; può succedere ovunque, anche ad Enna». Ed ha raccontato che «non passa giorno che nella mia stanza a palazzo di città non entri qualcuno, disperato, con figli malati ai quali non possono comprare le medicine. E con mio rammarico non li posso aiutare: non ho i mezzi, mi mancano le risorse per farlo». E qui l’attacco a Stato e Regione. Non ha parlato dei tagli, 60 per cento in meno di tre anni sui trasferimenti, ma ha denunciato le spese imposte e non previste che il Comune deve affrontare: «Ci impongono di ricoverare i minori extracomunitari. Cosa giusta, la solidarietà umana lo impone. Ma ce lo impongono a spese del Comune e adesso i minori extracomunitari sono tanti, mentre le risorse sono agli sgoccioli». E sui precari: «La Regione di punto in bianco ha ridotto l'ultima trimestralità ottobre-dicembre 2014 dopo che i Comuni hanno anticipato le somme e messo in bilancio le entrate previste. Adesso avremo un buco». La riforma delle Province l’ha poi definita «un papocchio» -i Comuni entro sei mesi devono comunicare se restano dentro il consorzio assegnato o se ne propongono uno nuovo -: «Ebbene - continua Garofalo - il mio collega di Sciacca sarebbe anche propenso a farne uno nuovo, bastano 180 mila abitanti, ma non agisce perchè le competenze non sono note. Non sappiamo cosa i consorzi devono fare». E sul problema ha comunicato la proposta dell’Anci: «Con i colleghi sindaci ci siamo visti a Palermo mercoledì mattina ed abbiamo deciso di chiedere ufficialmente alla Regione di attivare una spedita deregionalizzazione: meno competenze per l’amministrazione regionale ma più controllo e programmazione». Secondo l’Anci, ai nuovi Consorzi dei Comuni dovrebbero essere assegnati «la pianificazione urbanistica, la formazione e la gestione dell’Ato idrico e delle nuove Srr». Riguardo il problema della raccolta e smaltimento dei rifiuti il consigliere indipendente Mauro Incardone ha invece analizzato la sentenza del giudice del lavoro di Enna che ha dichiarato la condotta del collegio di liquidazione dell’Ato antisindacale. Incardone ha parlato a nome di altri 8 consiglieri: l'indipendente Filippo Fiammetta, Giovanni Contino e Maurizio Bruno Open, Paolo Gargaglione, Peppe La Porta, Maurizio Dipietro Megafono, Cesare Fussone Altrementi e Roberto Falciglia Grande Sud. «Il collegio - dice Incardone - ha operato contro legge. È scritto nella sentenza. Ha violato sia la normativa che gli accordi sindacali». Dante Ferrari lista Musumeci si è chiesto: «Ma cosa deve succedere ancora affinchè i liquidatori si dimettano? Ricordo che uno dei due era consigliere provinciale e puntò il dito contro un assessore ricordandogli il nobile istituto delle dimissioni. Lui evidentemente lo ha del tutto dimenticato». Dario Cardaci Ncd ha sottolineato un problema: «L’Ato non può chiedere il pagamento 2007 ma neppure il Comune perché tale pagamento è andato in prescrizione». Come si farà a sbrogliare questa matassa? P.D.M.

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