Catenanuova, tenta di accoltellare la ex, il figlio e il convivente: arrestato e liberato

CATENANUOVA. Tenta di aggredire con un coltello a serramanico l'ex moglie, il figlio e il nuovo convivente della donna, ma viene arrestato dai carabinieri, che lo pongono ai domiciliari. L'episodio, rimasto incredibilmente inedito sino a oggi, risale allo scorso dicembre, ma è emerso solo ieri, quando il Gip Luisa Maria Bruno ha accolto l'istanza del difensore dell'uomo, il penalista Mauro Lombardo, e lo ha rimesso in libertà. Salvatore S., 55 anni, per questo episodio, che è avvenuto a Catenanuova, è stato accusato inizialmente di tentato omicidio ai danni dell'ex convivente e degli altri presenti, ma il Gip Bruno ha derubricato l'accusa in tentate lesioni gravi. Inoltre però l'uomo, di cui non si riportano le generalità per esteso per non rendere identificabili le persone offese, secondo quanto ricostruito dalla Procura, avrebbe reiteratamente molestato l'ex convivente attraverso numerose minacce di morte. Per questo è indagato anche per stalking, atti persecutori che avrebbe commesso prima di quel giorno di dicembre, ai danni dell'ex. Le avrebbe detto di avere a disposizione fucili e varie armi e l'avrebbe insultata volgarmente. L'episodio finale, poi, è del 6 dicembre. Quel giorno si sarebbe introdotto a casa della ex sfondando la porta, brandendo un coltello a serramanico con lama di 11 centimetri. Poi, una volta dentro, avrebbe tentato di aggredire i presenti, ma alla fine, col coltello, si sarebbe solo ferito lui stesso a una mano. Il nuovo compagno della sua ex, invece, pur avendo preso un cazzotto in faccia, è riuscito a disarmarlo, assieme al figlio. Poi i carabinieri della stazione di Catenanuova lo hanno arrestato. E dunque le accuse per cui è indagato sono tentate lesioni gravi, stalking, porto abusivo del coltello e violazione di domicilio. E c'è infine un'ipotesi di minacce e ingiurie ai danni del nuovo compagno della sua ex, a cui avrebbe detto, dopo averlo insultato: "Scinni ca t'ammazzu" (in dialetto: "Scendi che ti ammazzo"). A chiedere la scarcerazione dai domiciliari è stato, oltre all'avvocato Lombardo, anche lo stesso pubblico ministero. E il Gip ha deciso di accogliere l'istanza, rimettendo il cinquantacinquenne in libertà. Secondo quanto si evince dall'ordinanza, che era stata disposta nell'immediatezza - quando l'arresto dei carabinieri fu convalidato e furono disposti i domiciliari - non si può configurare il tentato omicidio ma il reato di lesioni, considerato che "il tentativo di utilizzare il coltello" non si è concretizzato, dato che nessuno dei presenti è stato realmente colpito dalla lama; e anche lo scontro con il compagno della sua ex, più che per la presenza del coltello, sarebbe stato provocato da una colluttazione tra i due, considerato che quest'ultimo avrebbe cercato di impedire che l'indagato aggredisse la sua compagna. L'indagine è ancora in corso.

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